4 Settembre: Terra in vista!

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Mi è difficile iniziare questo racconto perché sarà l’ultimo che vi potrò fare da bordo del Vespucci. Troppe sono le cose che vi dovrei raccontare e i volti che vorrei farvi vedere, ma i tempi per noi a bordo sono scaduti. Come quasi sempre accade in questo mio lavoro, il momento di tornare al mondo di tutti i giorni e alla mia  famiglia, arriva proprio quando cominciavo a integrarmi.

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Separarmi dal Vespucci e da questo suo equipaggio che mi ha accettato, e a volte sopportato quando mettevo un microfono o un obiettivo in faccia, mi da un forte senso di  malinconia.
Ma ora basta con le ciance e avanti con le immagini di quest’ultima giornata a bordo. Ne approfitto per mostrarvi le ultime foto che documentano le ore che precedono l’entrata in porto. Tutti sono a lavoro e ognuno sa, senza bisogno di comandi, cosa deve fare. Vernice bianca e nera, pasta di pomice per lucidare gli ottoni e nuove legature fatte ad hoc. Al momento di attraccare in banchina, la Regina sarà pronta, come sempre, a strappare sguardi di meraviglia alle persone che l’attendono a terra.

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Du coté de chez Max

Ultimo giorno di navigazione. Pensavo fosse un giorno tranquillo per tutto l’equipaggio; niente di più sbagliato. Oggi l’attività è ancora più frenetica del solito, tutti lavorano per preparare la nave all’ingresso trionfale nel porto di Lisbona. Nulla deve essere lasciato al caso, si ridipinge, si lucida, si scartavetra, perché il Vespucci deve sempre essere una splendida e scintillante signora dei mari.

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Essere stati ospiti di questa Nave e di questo equipaggio per oltre dieci giorni è stato per noi un grande onore e averlo fatto “armati” di telecamere è stata una esperienza fantastica. Ogni angolo, ogni momento del giorno e della notte, meritava di essere filmato.
Abbiamo cercato di documentare in modo fedele la vita quotidiana di questi uomini e di queste donne. Di sicuro abbiamo involontariamente trascurato o tralasciato qualche reparto o aspetto importante; ce ne scusiamo fin d’ora.
Ora il nostro impegno si trasferisce nelle sale di montaggio. L’obiettivo è di riuscire a raccontare almeno una piccola parte di tutte le emozioni vissute a bordo.

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Mario dà i numeri

Tanto per darvi un idea di quello che abbiamo fatto in questi 10 giorni:
2 Terabyte di filmati in alta definizione equivalenti a circa 25-30 ore e un migliaio di foto;
tutto, una volta trasferito in un sistema di montaggio andrà visto e rivisto diecine se non centinaia di volte, ascoltato e riascoltato; saranno vagliati gli annunci dei megafoni di bordo, le interviste e i dialoghi fra i componenti dell’equipaggio che siamo riusciti a cogliere. Un lavoro che durerà non meno di qualche mese e che vedrà impegnate varie figure professionali.

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La parte più difficile, una volta capito a quale pubblico sarà  rivolto, è quella di  trovare un linguaggio adeguato allo spazio televisivo in cui andrà in onda. Tutte cose tecniche che però influenzeranno moltissimo il racconto finale.

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Per salutarvi, vi voglio lasciare con una frase che i membri della sala  radio, che in questi giorni mi hanno permesso di farvi arrivare il diario, mi  hanno chiesto di pubblicare.

Se è vero che la plancia è la testa della nave, ebbene, la radio ne è il cuore. Da pazzi pur si vive, ma senza il cor si muore. 

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Digressioni

3 Settembre: le Vespucciadi!

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Stamani al risveglio grande attività in tutta la nave. Man mano che ci avviciniamo al porto di destinazione, Lisbona, il Vespucci deve essere tirato letteralmente a lucido, gli ottoni, che dopo dieci giorni di navigazione hanno cominciato a ossidarsi prendendo un colore verdastro, debbono tornare a splendere; la pittura delle fiancate deve essere controllata e se vi è della ruggine, va grattata via e ridipinta; le parti in legno vano scartavetrate e bisogna ripassare il coppale; le uniformi devono essere lavate e stirate.

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Il Vespucci deve essere pronto per uno dei suoi compiti principali, quello di rappresentare l’Italia. Cadetti ed equipaggio lavorano fianco a fianco. Tra un giorno e mezzo, al momento dell’attracco, la nave sembrerà appena uscita dal cantiere. La cura e l’amore con cui viene mantenuta questa nave sono davvero straordinarie.

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Giorni fà, attraversando il golfo di Biscaglia con mare forza 6, ho colto uno dei capi Nocchieri (i membri dell’equipaggio che si occupano delle manovre),  seduto a poppa, rapito dalla bellezza della nave a vele spiegate, quando mi sono avvicinato mi ha detto: “che meraviglia!”.
Chi non ha mai messo piede sul Vespucci, non può neanche lontanamente capire la mole di lavoro che viene svolto quotidianamente a bordo.

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Gli ufficiali, hanno continue riunioni in cui preparano e programmano, in anticipo di settimane, il lavoro da svolgere, organizzando nei dettagli gli attracchi, le attività a terra dei cadetti e, tra le altre cose, ricevimenti e tour culturali. Il comandante Pacifici e i suoi ufficiali mandano avanti tutto questo con grande armonia e apparente semplicità.

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Nel pomeriggio sono state indette le “Vespucciadi”, ossia i tradizionali giochi di forza e resistenza tra i vari reparti della Nave. Le foto che vedete parlano da sole. Per noi il lavoro è praticamente terminato e in questi ultimi due giorni ci sentiamo un po’ degli intrusi che intralciano le attività della nave. Personalmente mi sento in imbarazzo a farmi vedere seduto sul ponte a prendere il sole, d’altronde non vi è modo che possa essere d’aiuto, per cui, d’accordo con Max abbiamo deciso di essere il più possibile discreti e invisibili.

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2 Settembre: laggiù soffia!

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Stamattina, a pochi giorni dalla fine di questa nostra avventura, l’oblò inquadrava come una cornice perfetta il sole che stava sorgendo sull’orizzonte di un mare tranquillo. Nella notte abbiamo passato il golfo di Biscaglia e come per magia è tornato il bel tempo. È proprio vero, il clima mite influisce sull’animo delle persone: all’alba, l’equipaggio di guardia sul ponte era di spirito allegro. È stato piacevole scorgere gruppetti di marinai che conversavano con piacere al primo sole. Pareva tornata d’improvviso l’estate.

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Tre sono stati i fatti rilevanti della giornata. Due uccellini  svolazzavano contenti tra le cime degli alberi, come ad annunciare che la terra è vicina. La sorpresa maggiore ce l’hanno regalata una coppia di grandi balene che ci hanno messi di ottimo umore passando a pochi metri dalla prua; Vedere i loro immensi dorsi che comparivano lenti tra le onde è stato uno spettacolo emozionante. «Laggiù soffia!» avrebbero detto i protagonisti di Moby Dick.
Per finire, sono state scattate le rituali foto di gruppo che suggelleranno il corso dei Titani, diventando un ricordo profondo che questi ragazzi conserveranno negli anni a venire.

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Stiamo procedendo di fronte alla costa Spagnola e solo a tarda sera raggiungeremo quella del Portogallo. Navighiamo a vela in un mare quasi calmo, a una velocità di circa tre nodi, Il comandante Pacifici prevede di entrare nel porto di Lisbona la mattina del 5 Settembre.

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1 Settembre: si alzano le onde

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Per scusarci del ritardo e farci perdonare delle poche foto di ieri, oggi che è domenica doppia razione di fotografie!

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Non sappiamo ancora se Enrico ci ha fatto l’onore di pubblicare le nostre foto ma lo ringraziamo ugualmente. (la scarsa fiducia nel sottoscritto dev’essere causata da un’overdose di Xamamina. N.d.r.)

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Oggi Domenica, l’ultima per noi a bordo, il comandante ha mangiato in mensa cadetti e più tardi inizieranno le Vespucciadi, una serie di giochi a squadre dove parteciperanno quasi tutti, un modo come un altro di passare una domenica a quattrocento miglia dalla terra più vicina. Il mare cambia di giorno in giorno, onde lunghe che arrivano di traverso alla nave  facendola rullare e beccheggiare. Io, è inutile che vi dica, continuo ad avere un certo qualcosa alla bocca dello stomaco. (avevo come amico un lupo di mare e non lo sapevo… N.d.r.)

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Mi dicono che la situazione climatica e di mare sia ottima per il tratto che stiamo attraversando. Il golfo di Biscaglia è famoso per le sue mareggiate, è il luogo dove spesso si incontrano fronti caldi e freddi, creando delle vere e proprie tempeste con mari anche a forza  sette.

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Che dire di meno noioso ? (Come potete vedere qui sopra, Mario, quando ha un vassoio davanti, non si annoia affatto. N.d.r.)
Le realtà a bordo sono molteplici. Quella che mi è saltata subito all’occhio è un doppio modo di essere e  di comunicare: vi è quello militaresco che deve rispondere sempre e comunque a regole codificate che rispettino gradi e ruoli; quando però si è fuori servizio, non mancano gli sfottò e le ironie, specialmente se di mezzo vi è il calcio. Ieri un operatore di sala radio aveva installato un amplificatore in coperta e si era collegato con la radio per la cronaca della partita Napoli-Chievo. Per un momento il grado è sparito e ognuno tifava per la propria squadra.

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Il Golfo di Biscaglia non si smentisce; il vento è aumentato a trenta nodi ed è in crescita, filiamo a più di sette nodi in un mare forza cinque di poppa che ci fa beccheggiare abbastanza. Il mal di mare è misteriosamente scomparso, forse in virtù del fatto che mi hanno soprannominato Xam, per chi non cogliesse, sarebbe a causa del grande consumo di Xamamina. (Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare. È evidente che la fibra di Mario agisce soltanto sopra una certa soglia di beccheggio. N.d.r.)

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Oggi dato che è domenica vi allego le foto della messa e quella di alcune componenti: il reparto motoristi, quello dei cuochi e in fine quello della radio. Non so se le Vespucciadi si terranno a causa del forte vento. Ve lo dirò domani nel prossimo blog

Du coté de chez Max

Mario mi ha fotografato in giacca e cravatta un attimo prima di entrare a cena con il comandante. Però nella foto, come potete vedere, la cravatta non si vede (coperta dalla telecamera) e la giacca sembra un qualsiasi impermeabile. Insomma mi sono vestito di tutto punto inutilmente! Mario, detto Xam (lo zio Xam. N.d.r.), è bravissimo a fare le foto ma evidentemente non vuole che appaia più bello di lui e mi boicotta.

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Oggi, continuando il mio viaggio all’interno della pancia della Nave, tra le zone e le mansioni più nascoste, ho filmato il lavoro del reparto contabili. Tra l’altro ho anche assistito alla distribuzione di una diaria spettante a tutto l’equipaggio per i giorni di sosta nel prossimo porto di Lisbona, un’antica usanza nata sulle navi mercantili.
Oggi, domenica, santa messa all’aperto. Molto suggestiva viste anche le condizioni del mare abbastanza agitato. Immagini bellissime della funzione con alle spalle le onde sempre più alte. Il comandante ha pranzato con gli allievi nei loro alloggi. Il contrasto tra la cena molto formale di ieri e il pranzo con i vassoi di oggi salta all’occhio e ci fa capire come questa Nave prepari ed educhi veramente ad ogni tipo di realtà.

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31 agosto: la nave dei cadetti!

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Oggi giornata di fiacca con leggero ma fastidioso mal di mare, anche se il mare non è particolarmente mosso. (Mi piacerebbe sapere dov’è andato a finire il lupo di mare. Il mio amico Mario è diventato un piedi dolci. N.d.r.) Ho cominciato a montare i filmati ma mi sono dovuto fermare. Di andare in giro a parlare e far fotografie non se ne parla proprio.

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Voglio comunque rassicurare chi ci legge, sono l’unico sulla nave d avere questo problema. (Roba da matti. N.d.r.)Gli allievi hanno ripreso subito il tran tran giornaliero, studio e guardie. Ieri sera subito dopo il taglio della torta erano già a ramazzare. Per chi non abbia ancora capito cosa voglia dire, spazzolone, schiena bassa e olio di gomito, il ponte deve sempre essere tirato a lucido!

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Per fortuna Max non ha i miei problemi; è ben pasciuto dalla mensa sottufficiali e continua a scorrazzare nelle viscere dell’Amerigo Vespucci. Questa sera alle diciannove dovrà filmare la cena di alcuni cadetti in uniforme storica, ospiti del comandante. (Finalmente anche Max sarà costretto a mettersi in giacca e cravatta. N.d.r.).

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A proposito di comandante, ieri sera ho fatto una delle mie solite gaffe: in una riunione di ufficiali, che normalmente io chiamo “comandante”, mi è stato fatto giustamente notare che di comandante ce n’è solo uno. Gli altri lo sono ma debbono essere appellati con il proprio cognome.
Adesso per farvi contenti la smetto di scrivere e lascio spazio alle bellissime foto della festa dei cadetti di ieri. (realizzate dal bravo fotografo di bordo)
Tanto per farvi capire che ci siamo anche noi, ho allegato a quel narciso di Enrico, che mette solo la sua foto in copertina, due nostre foto, vediamo se le pubblica!

Mario Max

Du coté de chez Max

Ormai è ammutinamento! Mario ha ragione! Vogliamo anche noi un momento di gloria! Questa mattina all’alba ho cominciato a girare in sala radio e, a seguire, insieme al primo aiutante di bordo ho visitato tutta le zone più nascoste della nave. Magazzini, falegnameria, ferramenta, lavanderia, camerate, uffici tecnici e contabili. Insomma tutto quello che di norma non si vede e non si immagina neppure che esista.
Ora vi lascio. Mi devo mettere in giacca e cravatta. Il comandante mi aspetta puntuale alle 19.

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30 agosto: i “Titani” sgorgano dal ponte!

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Ore 16/30
Io, che da due giorni che avevo lasciato  a Max  il compito di lavorare, aspettandomi  un po’ di azione, mi sono preparato e posizionato in un punto strategico, per cogliere quello che, avevo subodorato da giorni, sarebbe successo. L’evento ha avuto due fasi , la prima descritta da Max qui sotto e l’altra avvenuta al momento della discesa sul ponte dei cadetti.
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Dopo circa due mesi di disciplina ferrea, a volte con una punta di benevolo nonnismo da parte dell’equipaggio, c’era da aspettarsi dai cadetti una sorta di goliardica  liberazione, una specie di revanche, e così è accaduto. Alla prima uscita sul ponte un gruppo ha tentato di occupare la prua a loro preclusa.

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L’equipaggio che di corsi ne ha visti molti era pronto all’evenienza per difendere il proprio territorio e, armati di idranti, hanno respinto gli attacchi in massa dei cadetti che volevano invadere gli spazi a loro preclusi. Urla, canti di battaglia, acqua, sacchi di farina che venivano lanciati, idranti che sparavano acqua a pressione, una vera e propria battaglia che si è conclusa con forti abbracci. Tutto è terminato nel migliore dei modi; il capo corso, che aveva portato la bandiera da loro cucita in cima del albero maestra, invitato dal comandante sul cassero di poppa ha aperto un bottiglia di champagne e brindato al nuovo nome del corso.
Adesso sono una nuova identità, sono i “Titani”, questo è il nome che hanno scelto. Domani ci faremo raccontare quale sia il motto, il suo significato e il testo della loro canzone.
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Du coté de chez Max

Ore 16:00 Il grande giorno è arrivato!
Gli allievi imbarcati sulla Vespucci stanno per uscire dal loro “conclave” e porteranno fuori il nome, il motto e la bandiera che da oggi in poi li rappresenterà per tutta la carriera nella Marina Militare Italiana. Un passaggio importante che ogni anno si celebra a bordo di questa Nave in un modo anche goliardico (come del resto avviene in tutte le grandi università della vita. N.d.r.).

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Ore 16:30
Il gruppo dei giovani cadetti è appena uscito, tutti in maglietta e pantaloncini bianchi, ora si arrampicano tutti insieme sull’albero di maestra per issare la bandiera che sventolerà dal pennone più alto. Come da tradizione, quando saranno tutti in cima, urleranno il loro motto.
Una volta in cima, i ragazzi chiedono con grandi urla, alle persone che più sentono vicine e importanti, di essere raggiunti sull’albero maestro. In questo momento sono tutti su. Novantotto allievi, il comandante della nave, il responsabile dell’intero corso ed altri due istruttori. Tutto il resto dell’equipaggio guarda in alto verso questo incredibile spettacolo.
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30 agosto: In attesa di novità

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Sono da poco passate le 19 e contrariamente al solito il blog del giorno non è ancora in linea. Mario e Max non mi hanno ancora spedito il loro racconto e le foto della giornata. Immaginavo che, prima o dopo, questo sarebbe successo. Il Vespucci si trova in questo momento all’altezza di Finistère, in Francia e tra qualche ora doppierà l’Île d’Ouessant, l’estremo capo della Bretagna per cominciare la discesa verso la Spagna. Come potete vedere dalla schermata del sito Vesselfinder, si trovano in alto mare e di conseguenza le comunicazioni potrebbero essere più complicate.

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Spero di ricevere il materiale in serata. Nel caso lo posterò immediatamente. Come molti di voi, ho voglia di sentire le novità del giorno e vedere le fotografie. Vi chiedo scusa per questo inconveniente che non dipende da me.

29 agosto: cadetti sottocoperta e ufficiali a riva

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Svegliato con il mal di mare. Non avrei dovuto bere i due limoncelli offerti dal commissario di bordo ieri sera ; rifiutare sembrava brutto. Comunque il mare continua ad essere calmo è solo aumentato leggermente il beccheggio, Devo aver davvero perso il mio piede marino.

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Max è già a lavoro e sembra non soffrire il mare; ieri sera ha deciso di farsi  ospitare per tutta la navigazione alla mensa sotto ufficiali, non ho capito se perché si mangia meglio o a causa di una minore etichetta. Meglio così siamo distribuiti in più settori della nave.

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Stamani, per via che i cadetti sono ancora rinchiusi in una cala, il comandante ha deciso di far salire tutti gli ufficiali che non sono di guardia sul pennone più alto; il dentista con cui divido la cuccetta, è fortemente preoccupato e lo sarei anche io. Più di uno, non ultimo il comandante, mi ha già offerto di accompagnarmi in testa d’albero. Non se ne parla, non ho  bisogno di affermare il mio coraggio. (Che coniglio, si farebbero delle riprese pazzesche, lassù in cima. E gli passerebbe pure il mal di mare. N.d.r.)

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Riemerso dal mal di mare alle 12 locali, sono salito sul ponte e ho pensato di trovarmi sul set di un film. Tutti gli ufficiali erano attrezzati con imbracature per salire in testa d’albero. Su un tavolo all’aperto, alcune pistole Beretta calibro 9 e fucili mitragliatori Mab stavano in bella mostra. All’orizzonte in rapido avvicinamento una goletta a tre alberi. Quindi mi sono guardato attorno per vedere se cera pure Russell Crowe vestito da Master and Commander.

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Tutto ciò descritto sopra è assolutamente vero, anche se gli eventi si sono succeduti in tempi diversi durante la giornata e ci sono state varie esercitazioni per ufficiali e sottufficiali . Il brigantino che innalzava veramente una bandiera col teschio simbolo della pirateria era una nave scuola della marina Messicana già conosciuta dall’equipaggio del Vespucci (Qui abbiamo una divergenza d’opinioni: Mario dice che è messicana, Max che è tedesca. Forse è il troppo limoncello o il mal di mare, comunque indagheremo e vi faremo sapere. N.d.r.). Dopo aver rallentato  per farci raggiungere i rispettivi comandanti, con l’equipaggio schierato lungo le mura, si sono salutati mentre le sirene urlavano in segno di omaggio. Pochi minuti e poi le due navi hanno assunto rotte divergenti. Altra grande emozione regalatami dal Vespucci.

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Du coté de chez Max

Fortunatamente, almeno per il momento, non soffro il mare. Si tratta però solo di un leggero beccheggio. In effetti, è proprio strano che Mario, molto più abituato di me alla navigazione, ne risenta così tanto. (Dipenderà dal fatto che ai bei tempi della navigazione, Mario aveva un differente baricentro, molto meno spostato in fuori dalla panza. N.d.r.)
La scelta di seguire il quadro sottoufficiali è stata dettata da ragioni pratiche. Da ieri infatti mi sto dedicando a storie che riguardano più la “pancia” della nave che il comando. Quindi essere con loro anche durante le pause mi permette di entrare meglio in confidenza e organizzare volta per volta i racconti.
Ieri un momento emozionante per me, ma credo per tutto l’equipaggio: Siamo stati affiancati e poi superati da una fregata della Marina Militare tedesca che ci ha salutato con tutto l’equipaggio schierato sull’attenti. Altrettanto hanno fatto i nostri militari nei loro confronti.

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Comunque, la giornata per me è stata pesantissima. Ho iniziato a girare alle 6 del mattino e finito oltre mezzanotte. Questo perché ho seguito uno dei settori della Nave che davvero non si ferma praticamente mai. Le Cucine, uno dei lavori più delicati in situazioni di gruppo come questa. Dopo la fatica e lo stress accumulato durante tanti giorni di mare, mangiar bene è fondamentale. Rigenera e permette a tutto l’equipaggio di convivere in armonia. 
Oggi ho seguito il Nostromo (figura centrale su ogni Nave). Lui, insieme a un gruppo di nocchieri, ha organizzato la riparazione di una vela strappata con la cucitura del pezzo rotto sia a macchina che a mano. Di seguito è stata anche sostituita una vela con una nuova che va quindi provata per verificare se la grandezza è esattamente quella giusta. E’ già stata montata sull’albero, nel pomeriggio sarà distesa e si avrà la prova definitiva.
Il lavoro procede molto bene, sto entrando pian piano in confidenza con i vari reparti e vengono fuori storie davvero molto interessanti.

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28 agosto: de arte navigandi

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Sei del mattino, mare piatto, Max è già al lavoro intento a filmare i cuochi che prparano la colazione. Un’enorme sfera rossa fa capolino dall’oblò, non capita spesso di vedere l’alba e il tramonto su la stessa linea d’orizzonte.

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Avevo promesso  a Max che lo avrei raggiunto ma preferisco lasciarlo lavorare in pace.  Ieri sera  siamo stati invitati a cena nel quadrato sotto ufficiali; siamo stati benissimo e ci siamo attardati in chiacchiere. Loro erano curiosi del nostro lavoro e noi del loro e cosi la conversazione è andata avanti fino a tardi. Tutte persone molto simpatiche e ironiche. Sono i veri operativi della nave e ci hanno dato molti consigli su come andare avanti nel racconto del Vespucci. Alcuni di loro vi hanno fatto il giro del mondo e lo conoscono come le loro tasche.

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La giornata di ieri ha visto incoronare un evento molto atteso dai cadetti. Come già raccontato, la tradizione vuole che per decidere il loro motto rimangano chiusi in un locale per tre giorni. La nave senza la loro presenza, ora, sembra vuota e priva di attività. Le vele erano state ammainate prima che il boccaporto fosse chiuso dietro di loro e quindi stiamo procedendo a motore.

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Durante la colazione , alla mensa ufficiali, la conversazione era tutta rivolta agli allievi rinchiusi sotto coperta; a suo tempo ogni ufficiale vi è passato e le comparazioni erano inevitabili. Si svelavano a vicenda i trucchi per far passare cibo e bevande, sembra che stanotte ci sia stato un tentativo di apertura del portellone sventato dai due marinai di guardia.

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E’ un evento serio condotto in maniera un poco goliardica, un momento di liberazione dopo tanti mesi di disciplina ferrea. Ieri sera li avevo preceduti per filmarli mentre scendevano portandosi dietro soltanto gli attrezzi che sarebbero serviti per cucire la bandiera, il simbolo nel quale si riconosceranno durante tutta la loro carriera di ufficiali. Mi hanno detto che ho avuto un gran privilegio a scendere con loro; è forse la prima volta, nella storia di questa tradizione, che un estraneo alla cerimonia ne abbia avuto il permesso. Ne sono orgoglioso.

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Ore 11. L’orologio  è stato messo indietro di un ora, abbiamo passato la zona del fuso orario. In attesa della comunicazione del pranzo, la mattina sta passando con vari lavori di manutenzione che tengono impegnati i marinai di ruolo. Max mi ha fatto vedere il bel lavoro che ha fatto nelle cucine e delle riprese fatte sul ponte prima dell’alba, di cui è entusiasta. Le ho stroncate dicendo che non si vedeva niente. Lui le ha difese sostenendo che rispetto alle mie, fatte nella stessa condizioni di luce, il nero è perfetto. In effetti è perfetto, non si vede niente.

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È un gioco fra me e Max che dura da tempo: io sono per usare la camera in automatico e correggere dopo, se ce n’è bisogno; lui, invece, interviene sul settaggio o con degli effetti in fase di ripresa, pretendendo di ottenere una qualità migliore. Per vari motivi, su questo punto non ci troveremo mai d’accordo. Li elenco per chi ha una qualche velleità fotografica o documentaristica.

1. Per come intendo io il documentario, la fotografia deve rispondere il più possibile alla realtà, senza correggere le dominanti di colore se ci sono.
2. Se perdi tempo a lavorare sul settaggio, spesso l’azione che ti sei proposto di filmare è già passata.
3. La tecnologia ti permette oggi di lavorare sulle immagini in post produzione.

Tutti e due siamo comunque molto attenti alla qualità e, in definitiva, poco importa come si arrivi a ottenerla. A ognuno il suo metodo.

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27 agosto: le bianche scogliere di Dover

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Ore 2.0, non riuscivo a dormire e sono salito sul ponte; a qualche miglio a dritta si vedevano delle luci, le bianche scogliere di Dover. Eravamo nel punto più stretto della Manica. A sinistra, Calais e  solo poche ore più tardi passavamo davanti alla Normandia. Non ho potuto non pensare alla sensazione che provarono le migliaia di soldati stipati nelle navi grigie (a bordo usano chiamare così le navi da guerra). Era il 6 giugno del 1944 e gli alleati si preparavano a sbarcare in Francia per liberare l’Europa dal nazismo.

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Una serie di fischi modulati mi ha riportato alla realtà. I nocchieri erano allineati sul ponte pronti agli ordini del nostromo per issare le vele. 17 nodi di vento al gran lasco, la condizione favorita per il Vespucci .
In poco tempo la nave ha assunto tutta la sua bellezza con le vele alzate. Veder salire sui pennoni gli allievi e le allieve assieme ai nocchieri è sempre uno spettacolo; lassù in alto, appesi all’infinito, il loro compito è quello di sciogliere le vele che durante la navigazione a motore rimangono legate. Una volta terminato di sciogliere i matafioni sono tornati sul ponte per assistere i compagni nell’apertura delle vele. In poco più di un’ora stavamo veleggiando a 7 nodi nel silenzio più assoluto, rotto di tanto in tanto dalle sirene dei mercantili al largo che ci salutavano.

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Ieri sera si è tenuta un’assemblea per  gli ufficiali; il responsabile alla navigazione aveva già previsto la velocità del vento e le condizioni del mare, molto favorevoli perlomeno fino al golfo di Biscaglia. Alla riunione sono anche  state decise le attività dei cadetti e le simulazioni di incidenti o avarie che verranno messe in atto in questi dieci giorni.
Max ed io ci siamo dedicati come al solito a raccogliere storie. Questa sera il comandante ha fatto uno dei suoi rituali inviti  a cena. Otto cadetti avranno l’onore di cenare con lui nei locali di rappresentanza a poppa. L’invito, come ha già spiegato Enrico in un post precedente, ha lo scopo di insegnare il comportamento da tenere a una cena ufficiale con particolare attenzione al portare avanti una conversazione.

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Du coté de chez Max

Oggi è una giornata cruciale per la vita della Vespucci. Il comandante ha comandato al nostromo “ordine generale alle vele” ovvero sono state aperte tutte le vele e in questo momento navighiamo finalmente senza motori. È impressionante lo spettacolo di centinaia di uomini e donne impegnati in questa operazione. Una macchina perfettamente coordinata che risponde ai fischi cadenzati dei nocchieri.
Mario comincia a preoccuparmi! credo che stia con la mente un giorno indietro. Oggi per i cadetti è un giorno cruciale, che attendono da un anno intero. Infatti nel pomeriggio si chiuderanno tutti dentro un grande locale dove resteranno per circa 3 giorni senza poter più uscire, almeno fino a quando non avranno deciso nome, simbolo, e motto per il loro corso. Una specie di conclave che trasformerà questi giovanissimi ragazzi da semplici studenti in un vero e proprio corso riconosciuto da tutta la Marina Militare Italiana. Quando usciranno la bandiera che avranno essi stessi cucito, sarà issata sul pennone più alto, il punto più prestigioso della nave.
Per quanto riguarda noi, le immagini girate durante la mattina sono straordinarie, con una luce fantastica. Questa sera avremo l’onore di essere invitati a cena alla mensa sottufficiali che, come tutto a bordo, ha regole strettissime.

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