Teaser n.1 del prossimo romanzo.

Questa pistola è una Frommer Stop 39M.  Sarà l’arma utilizzata dal cattivo nel prossimo romanzo degli italiens.

La Frommer Stop è una pistola a lungo rinculo di fabbricazione ungherese costruita dalla Fémáru, Fegyver és Gépgyár (FÉG) [Fabbrica  di Metalli, Armi e Macchinari] a Budapest.
È stata disegnata da Rudolf Frommer il cui progetto originario è stato adottato come Pisztoly 12M nel 1912 dall’Honvédség, le Forze Armate ungheresi.
Dal 1912 al 1945 sono stati costruiti vari modelli di questa pistola. La Stop è lunga 165 mm con canna da 95 mm a 4 solchi. Scarica pesa 610 gr e il caricatori tiene 7 pallottole.
Il predecessore della pistola Stop era camerato per il calibro 7,65 mm (.32 ACP) con una velocità di uscita di 280 metri al secondo. Frommer ridisegnò la pistola nel 1919 seguendo un progetto più convenzionale. Questo nuovo modello fu prodotto fino al 1939 e nominato Pisztoly 19M. Venne adottato come arma corta ufficiale dalle Forze Armate ungheresi.
L’ultima variante della Stop, la Pisztoly 39M (l’arma che ho descritto nel romanzo) fu prodotta in calibro 9 mm Kurz (.380 ACP), ma non venne mai utilizzata come arma di ordinanza.
È un’arma che mi ha sempre incuriosito sia per la forma vagamente da fumetto, sembra la pistola di Tintin, dice il commissario Mordenti, sia per il funzionamento più simile a quello di un fucile da caccia che non di una comune pistola semi automatica.


This is a Frommer Stop 39M pistol
. This will be the weapon used by the villain in the next novel of the Italiens.

The Frommer Stop is a Hungarian long-recoil pistol manufactured by Fémáru, Fegyver és Gépgyár (FÉG) [Metalware, Weapons and Machine Factory] in Budapest.
It was designed by Rudolf Frommer, and its original design was adopted as the Pisztoly 12M in 1912, created for the Honvédség (the Hungarian Armed Forces).
The handgun was manufactured in various forms from 1912-1945 and used in the Hungarian Armed Forces. The Stop is 165 millimeters (6.5 in) long with a 95 millimeters (3.7 in) 4-groove barrel. Unloaded weight is 610 grams (21.5 oz) the detachable box magazine holds 7 rounds.
The predecessor to the Stop pistol, the M1910, was chambered in a proprietary 7.65mm (.32 ACP) cartridge. This round achieved a velocity of 920 feet per second from the gun. Frommer redesigned the pistol with a more conventional layout. Patented in 1912, this variant was produced from 1919 to 1939, under the name Pisztoly 19M. It was adopted as the official sidearm of the Hungarian Armed Forces. The last variant of the Stop, the Pisztoly 39M (the weapon described in the novel), was produced in 9mm Kurz (.380 ACP) but was never adopted as a service pistol.
This is a weapon I was always curious about, not only because of the comic aspect, it looks like Tintin’s gun, says commissioner Mordenti, but even for the way it works, most similar to that of a shotgun than that of a semi-auto pistol.

Les Italiens – L’incipit

Questo è l’incipit de Les italiens

Il primo proiettile ha attraversato la finestra con un colpo secco, è entrato nella pancia di Gaston, ha fatto il Tour de france fra le sue trippe ed è uscito poco sotto la scapola sinistra.
Il secondo e il terzo hanno polverizzato una pila di compact disc e la Tour Eiffel di cristallo poggiata sul computer di Servandoni. Due vibrazioni sul vetro mentre Gaston si accasciava per terra.
Il quarto ha trapassato con un tonfo sordo il torace della tipa seduta davanti a me e il quinto le ha attraversato la testa portandosi via frammenti di osso, sangue, idee e cose varie.
Il sesto e il settimo non hanno fatto altri danni all’infuori del distributore d’acqua alle spalle di Servandoni; il boccione, colpito in pieno, è scoppiato inondando lui e il pavimento dell’ufficio.
La ragazza davanti a me è scivolata giù dalla sedia guardandomi fisso negli occhi mentre l’ottavo proiettile frantumava l’avanbraccio di Martini e il nono faceva scoppiare il suo monitor in una nuvola di fumo e vapore informatico.
Il decimo e l’undicesimo sono passati sopra la mia testa perché a quel punto mi sono buttato per terra come già avevano fatto gli altri.
mani sui fianchi. «Che cazzo succede qui dentro?» ha domandato guardandosi attorno. Si è beccato il dodicesimo proiettile dritto nello sterno. È volato fuori dalla porta come se lo avessero tirato per le spalle con un filo invisibile.
Durata dello show: sì e no una decina di secondi.
Strisciando sul pavimento mi sono avvicinato alla tipa. Cominciava a esserci sangue dappertutto, dalla sua testa zampillava una fontanella. Sangue e acqua su tutto il pavimento. Ho sentito la camicia che se ne impregnava. La donna era morta stecchita.
Mi sono spinto verso Gaston e l’ho girato su un fianco. Morto pure lui. Martini stava accucciato in un angolo ed era coperto di sangue. Bianco come un cencio, si teneva il braccio ferito e tremava leggermente.
«Bernard» ho gridato, «tutto bene?»
Livi ha alzato una mano da dietro la scrivania e mi ha fatto segno che meglio di così non poteva andare. «Terroristi di merda» ha sbottato, «mi fate una sega.»
Anche Servandoni mi ha fatto un cenno. Sembrava appena uscito dalla doccia. Intanto ha cominciato ad arrivare gente, nei corridoi urlavano tutti e, siccome spari non se n’erano sentiti, nessuno là fuori riusciva a capire che cosa diavolo stesse succedendo.
Ho guardato verso la finestra. Dodici buchi frastagliati e fuori la Senna che scorreva sempre nella stessa direzione.

Ho avuto questo inizio in testa per un bel pezzo, molto prima di sapere come si sarebbe svolta la storia e che Parigi sarebbe stata la città del romanzo.
Mi piaceva l’idea di buttare immediatamente il lettore in un delirio di azione e di violenza. E mi piaceva questa storia dei proiettili che entrano dalla finestra senza altro rumore che l’urto contro il vetro, devastando persone e cose.

Les Italiens in libreria

Les italiens
Romanzo poliziesco
Edito da Instar Libri nella collana FuoriClasse

In libreria dall’aprile scorso.

È il mio primo romanzo, si svolge a Parigi e racconta le avventure di una squadra di flic della Brigata Criminale, la famosa Crim, capeggiata dal commissario Jean-Pierre Mordanti.
In questo primo romanzo il commissario non ha un nome e mantenere questo anonimato era la mia intenzione. Non mi dispiaceva l’idea che tutti i personaggi avessero un nome tranne colui che racconta in prima persona tutta questa storia. Nella mia immaginazione pensavo che il lettore si sarebbe maggiormente immedesimato.
Invece mi è stato chiesto di trovargliene uno ed eccolo qui: Jean-Pierre Mordenti. Beh, nel prossimo romanzo si chiamerà così.
Les Italiens è una storia  violenta, che parla di razzismo, sopraffazione, fascismo e politica corrotta. Ma nello stesso tempo invoca la tolleranza, l’apertura mentale e la curiosità verso le persone diverse da noi.
È la storia di un rapporto a due tra un poliziotto e una giovane pittrice transessuale, bella da mozzare il fiato, come dice il nostro. Racconta soprattutto di un rapporto difficile che ha bisogno di evolversi e maturare e che permetterà ai due protagonisti di ampliare i propri orizzonti.
C’è molta ironia, in questo romanzo, uno humour che accompagna il lettore attraverso una vicenda cupa e opprimente in una Parigi assolata e calda.
E c’è una storia d’amore.

This is my first novel, the plot develops in Paris and tells about the adventures of a team of flics of the Brigade Criminelle, the famous Crim, whose boss is the commissioner Jean-Pierre Mordenti.
In this first novel the main character have no name and leave him this way was my intention. I didn’t mind that all the characters had a name except for the commissioner that tells the story in first person. In my imagination, I thought  that this way,  the reader would identify himself quite well with him.
However I’ve been asked to find a name to him from the next novel on, so here it is: Jean-Pierre Mordenti. Well, in the next novel this will be his name.
Les italiens is a violent story, that tells about racism, overpowering, fascism and depraved politics. But in the same time fights for tolerance, openmindness and curiosity toward people different from us.
It is the story of a relationship between a cop and a young transsexual painter, so beautiful to blow you off your shoes, as the protagonist says. Above all, this novel tells about a difficult relationship that needs to evolve and mature and that will allow the cop and the girl to widen their own horizons.

There is a lot of irony in this novel, a humour that take the reader through dark and oppressive events in hot and sunny Paris.
And there is a love story.

La foto è stata scattata dal mio amico Maurizio.