Day Nine: August 14, Hamburg

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L’estuario del fiume Elba è immenso, un mare che si getta nel mare. La mattina è passata in fretta, i lavori sul ponte continuano senza sosta, intralciati da acquazzoni improvvisi che bagnano cose e persone. Si direbbe che qui l’estate sia già finita. Nuvole bellissime riempiono l’orizzonte, grigi scuri che si sovrappongono ai bianchi e all’azzurro del cielo. Alcune sono gonfie di pioggia, altre si aprono per far passare un sole dalla luce calda che rende morbido il paesaggio sulle sponde. Il traffico delle grandi navi è continuo, e dà l’idea della grandezza del porto di Amburgo.

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Dopo che il primo pilota è salito a bordo, la Vespucci si è avventurata nell’estuario. Un canale di quattrocento metri è profondo quindici metri. Dobbiamo navigare lì in mezzo, perché il resto del fiume è molto basso. I banchi di sabbia si vedono da bordo, lunghe strisce di sabbia gialla lunghe le rive. I piloti del fiume si avvicendano lungo il percorso, ognuno per il tratto che gli compete. Abituati a gestire grandi navi mercantili, rimangono a bocca aperta di fronte alla capacità dei nostri ufficiali e dei marinai.

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Verso la prima metà del pomeriggio il fiume si stringe, si fa per dire, a poco più di un miglio di larghezza. Le sponde sono verdi, coperte di alberi. Ovunque ruotano le pale dei “ventilatori” spinte dal vento teso e freddo che ci accompagna. Qui di energia alternativa se na fa parecchia. Le grandi navi cariche di container, più veloci di noi, ci superano scivolando colorate sull’acqua. Verso le sette di sera ci siamo messi alla fonda a quindici miglia dal porto. I nocchieri hanno preparato la gigantesca ancora nera, del peso di quattro tonnellate. Cadendo nell’acqua ha fatto uno spruzzo enorme, poi si è tirata dietro decine di metri della gigantesca catena nascosta nel ventre della nave. La mattina presto, salpata l’ancora siamo entrati nel porto di Amburgo. Non abbiamo potuto fare a meno di notare quanto l’Amerigo Vespucci fosse più bella e maestosa del Rickmer Rickmers, la nave museo tedesca, ormeggiata poco lontano.

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Ripensando a questo primo viaggio, al lavoro documentaristico che ci siamo proposti, siamo sorpresi dalla simpatia e dall’accoglienza con cui siamo stati ricevuti dal comandante Pacifici, dai suoi ufficiali e da tutto l’equipaggio. Scendendo dalla Vespucci, questa mattina, al suono della fanfara che ci ha accolti suonando gli inni italiano e tedesco, è impossibile non pensare con nostalgia al tempo passato con loro. Alle manovre, alla vita di bordo, alle cene spesso divertenti e alle giornate trascorse in navigazione su questa splendida nave. È stata un’esperienza unica, un grande privilegio, un onore e un piacere. Rimane l’augurio di potersi rivedere. La nostra speranza, invece, è che ci sia data la possibilità di raccontare tutto questo a un pubblico che nemmeno immagina quale sia l’attività straordinaria di questi uomini, la fatica quotidiana e la grande professionalità con cui fanno il loro lavoro. Senza dimenticare l’immagine dell’Italia che la Vespucci e il suo equipaggio portano nel mondo e la straordinaria competenza con cui addestrano i giovani ufficiali di domani. Con questa prima navigazione si conclude l’inizio di questa avventura che proseguirà con un secondo viaggio da Anversa a Lisbona.

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5 pensieri su “Day Nine: August 14, Hamburg

  1. Signor Pandiani,
    la ringrazio, per il racconto e le immagini di questa straordinaria avventura che avete vissuto sul meraviglioso vascello. Grazie doppiamente, come persona del pubblico, e come genitore di una dei futuri giovani ufficiali che avete incontrato a bordo. Il suo reportage è per me uno splendido regalo!!!!!! Seguirò con vivo interesse la cronaca di bordo della vostra prossima navigazione tra Anversa e Lisbona!!!
    Buon lavoro

    • Gentile Simona, è stato un piacere conoscere i vostri ragazzi e passare qualche giorno con loro sull’Amerigo Vespucci. Ieri è uscito sulla Stampa di Torino un mio articolo su doppia pagina nel quale racconto della navigazione da Londra ad Amburgo. Se le facesse piacere le posso inviare un pdf. Magari domani lo posto anche qui sul blog. Grazie per il suo commento.

  2. Davvero emozionante seguirvi anche se solo attraverso il racconto e le immagini. Grazie per rappresentare l’Italia Frida Nardulli Bolognesi

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