Day eight: Approaching River Elba

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L’ottava giornata è cominciata all’insegna di un mare forza quattro. Si balla, anche se rollio e beccheggio non influiscono sul benessere fisico di chi vi racconta. Be’, non del tutto, visto che Mario è verde come un limone. Però resiste stoico. Il comandante Pacifici ha deciso di mettere le vele e già di mattina presto sul ponte ferve l’attività dei nocchieri. Nel cielo le nuvole sono basse, sfrangiate. Nuvoloni scuri si addensano verso l’orizzonte ma rimangono lontani. La mattina presto ha piovuto, giusto una spruzzata che ha lasciato larghe gocce d’acqua sui legni della nave. Adesso il sole mette fuori il naso a sprazzi, alternandosi al grigiore freddo del Mare del Nord. Il vento e secco, frizzante. Aggeggi galleggianti di ogni genere incrociano al largo, alcuni più lontani, altri meno. È evidente che non resistono alla tentazione di venirci a guardare da vicino. Sull’orizzonte si profilano lunghe selve di “ventilatori” che sorgono dal mare come strane creature. Con questo vento dev’essere facile raccogliere energia.
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Nel silenzio rotto dal borbottio del motore, risuonano i trilli prolungati dei fischietti che chiamano l’equipaggio alle manovre. Nocchieri e cadetti salgono come ragni utilizzando gli stralli per arrampicarsi a riva. Poi si dispongono lungo i pennoni per liberare le vele, una scena vista tante volte nei film storici e che ora stiamo vivendo di persona. Vederli salire mette i brividi, ti verrebbe voglia di andare lassù con loro per guardare il ponte dall’alto. Ognuno di loro indossa sulla tuta una complicata imbracatura che dispone anche di ganci di sicurezza. Non è più come una volta, oggi la persona viene salvaguardata. Come ripetono tutti, l’importante è che nessuno si faccia male.
L’Amerigo Vespucci, naviga adesso con il fiocco e la maggior parte delle vele quadre aperte. È uno spettacolo maestoso. Si muove lenta nel silenzio, sculettando come una bella signora. Il mare è aumentato, ma nonostante tutto facciamo sei nodi e mezzo con le sole vele. A un certo punto i telefoni hanno agganciato le cellule olandesi e tutti ci siamo messi a telefonare e inviare messaggi. Eppure, la cosa di cui ti rendi conto quando sei isolato in mare, è che la tecnologia non ti manca poi così tanto. Nel frattempo a bordo fervono i preparativi per riportare la nave al suo aspetto da cerimonia. Domani saremo alla fonda nel fiume Elba e la mattina dopo la Vespucci entrerà nel porto di Amburgo come una regina, e la sua eleganza dovrà essere perfetta.
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A turno, Mario e io siamo stati a cena, ospiti dal capitano assieme ad alcuni cadetti. In navigazione, vengono invitati sei alla volta per una cena formale ed elegante nella Sala Consiglio che fa parte dell’alloggio del comandante. Questa cerimonia è compresa nel loro addestramento a bordo. Diventare persone di mondo è importante, per i futuri ufficiali, come saper salire in alto sui pennoni per fare il proprio lavoro. Piatti di porcellana, bicchieri di cristallo e posate d’argento. In questa piccola, elegante sala hanno pranzato capi di stato, reali, persone importanti. Il comandante Pacifici intrattiene con grande gentilezza i suoi giovani ospiti, domanda loro da dove vengono, si chiacchiera di tante cose. Al principio cadetti e cadette sono tesi, attenti a ogni gesto, elegantissimi nelle uniformi nere di cerimonia. Poi, poco alla volta si rilassano, parlano, raccontano. In qualche modo si compenetrano nel loro futuro ruolo di ufficiali di Marina. Anche se al momento sembrano semplici ragazzini. Dopo cena, sul ponte, il tramonto dà spettacolo. Un sole arancione scende dalla fitta linea delle nubi e incendia il Mare del Nord. Con il buio, nocchieri e cadetti salgono a riva per ammainare le vele. Lo fanno nell’oscurità, appena visibili, mentre sul ponte i sottufficiali urlano ordini e li incitano a fare il loro lavoro. Il brontolio del motore ci accompagna mentre torniamo alle nostre cuccette.
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4 pensieri su “Day eight: Approaching River Elba

  1. Che invidia navigare su quel gioiello! Un po’ meno per il mare forza 4 che mi avrebbe ridotto uno straccio molto peggio di Mario!🙂
    Ma chi decide il giro che fa l’AV? Quanto dura? E’ l’unica nave-scuola italiana o ce ne sono altre? Un po’ di curiosità spicce, please!🙂

    • Ciao Fulvio, ogni anno la Vespucci fa una crociera che può andare dai due ai tre mesi di durata, toccando diversi porti europei e, a volte attraversando l’oceano. Il suo compito è duplice, rappresentare l’eccellenza italiana in giro per il mondo e addestrare i cadetti dell’accademia navale che formano sempre parte dell’equipaggio. Immagino che le crociere vengano decise dallo Stato Maggiore della Marina. La Vespucci non è la sola nave scuola della marina, ma è la più grande. A questo link http://www.navievelieri.it/marinamilitare/amerigovespucci.html trovi l’elenco delle altre tra le quali sono famose la Palinuro e l’Italia. A presto🙂

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