Day seven: Open Sea

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Secondo giorno di navigazione. Siamo in mare aperto un Mare del Nord che ha il colore del ferro. Le nuvole basse di ogni tonalità del grigio si muovono contro un cielo azzurro che a sprazzi riesce a saltare fuori. Navigare a vela sull’Amerigo Vespucci è una sensazione innaturale, come un sogno impossibile. Abbiamo messo le vele sull’albero di trinchetto e sull’albero di Maestra. Cinque nodi senza il motore, spinti da una brezza di poppa. Assistere alle manovre è stato come mettere un piede nel passato, quando la marineria era soltanto così. Gli uomini allineati sui pennoni, le vele che si aprivano rapidamente, il ponte che brulicava di marinai. Le manovre compiute secondo gli ordini urlati dai sottufficiali e al suono dei lunghi fischi modulati. Tutto funziona alla perfezione, una tecnica antica che ancora oggi opera con pochi cambiamenti. A fischio risponde fischio. È magico.
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A un certo punto c’era solo più il suono del mare, Questo Mare del Nord, disseminato di navi dirette ovunque e di piattaforme per l’estrazione del gas. Nel pomeriggio il sole si è fatto spazio e ha acceso il ponte dei suoi colori. Luci e ombre, gialli, marroni, rossi, neri, arancio. Le divise verdi dei nocchieri e quelle blu degli ufficiali. L’attività di bordo è proseguita fino a sera. Un bellissimo tramonto in mezzo a un mare del quale non si vedevano i confini. Dopo cena abbiamo assistito all’ammainabandiera solenne, una cerimonia che si compie soltanto le domeniche in navigazione. Nella luce azzurrina dopo il tramonto, con l’equipaggio schierato, è stato suonato l’inno nazionale. È stato commovente sentirlo cantare dai marinai scoprendo così che c’è ancora qualcuno che crede davvero in un futuro del nostro paese. Poi, dopo la preghiera del marinaio recitata dal cappellano di bordo. La bandiera è scesa fino al ponte. Infine, con un movimento ritmato dal fischietto del nostromo, è ritornata in alto, perché in navigazione quello è il suo posto. Intanto era scesa la notte e a bordo è stato trovato un clandestino. È piccolo e ha tutte le piume arruffate dal freddo. Gli hanno dato acqua e cibo, quindi, il signor piccione, ha deciso di passare la notte a bordo.
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