Una donna, una città, una storia: 3 giorni all’uscita

F10

Zara sta per arrivare

Ci sono momenti in cui solo una forza d’animo non indifferente e un valido addestramento possono tirarti fuori da una situazione senza uscita. Riuscire a rimanere lucidi in questi frangenti è difficile, ma sai che un unico, piccolo sbaglio può essere l’ultimo. La sola cosa che devi avere in mente è che ne vuoi uscire senza un graffio, camminando con le tue gambe. E per ottenere questo è necessario che il tuo avversario rimanga sul terreno. A volte non esistono alternative, devi fare una scelta: o tu o lui. E non ci sono dubbi, è meglio lui.

Torino, aprile 2013

Zara

2 pensieri su “Una donna, una città, una storia: 3 giorni all’uscita

  1. caro pandiani, provo a spiegarmi meglio. l’ho conosciuta al suo primo libero, ho apprezzato la sua interessante biografia e, nel testo, la scrittura leggera e il modo in cui ha narrato un amore diciamo “particolare”. le due opere successive mi sono parse appena ripetitive ma sempre valide. ma non voglio fare qui il recensore anche se talvolta sul mio Messaggero mi diletto e ho scritto a mia volta un graphic novel giallo che se vuole le invier. lei ha poi iniziato a contattare i lettori dapprima simpaticamente, con referendum sulla copertina di un libro e cataloghi di armi interessanti. poi, col cambio di casa editrice, cui ha coinciso in parte anche un cambio di stile di scrittura, le mail si sono fatte tanto pi frequenti quanto inevitabilmente meno interessanti. ora siamo al count down “impreziosito” da commenti anche volgari come quello sui rischi di copyright per il pezzo dei jethro tull. mi piacerebbe che lei, nel gioco di alternare i linguaggi di cui certo padrone, sapesse parlare alla comunit dei suoi lettori non travestito da poliziotto in cazzoso o da venditore di se stesso ma altrimenti. spero di essere stato chiaro un saluto al

    • Caro Guarnieri, capisco il suo punto di vista e in parte lo condivido. In realtà questo “countdown” (lo è in effetti) e dovuto a diverse necessità che mi è sembrato fossero da soddisfare nel momento in cui si stava preparando l’uscita di un romanzo del tutto differente dai precedenti. Avevo voglia di raccontare in qualche maniera questo cambiamento, con una parziale presentazione dei personaggi e il contesto nel quale si sarebbero mossi. Una delle, come dire, delle sensazioni che ha un autore come me, e siamo tanti a non aver mai messo piede in televisione comparendo solo sporadicamente sui giornali, è quella di essere totalmente invisibile e sconosciuto. Immagino che un blog e una pagina di Facebook non diano poi tutta questa visibilità, però ti permettono questo gioco di scambio con le persone che ti hanno letto e alle quali sono piaciuti i tuoi romanzi. Che poi il mio linguaggio sia a volte stato poco raffinato, questo è possibile. La questione dei Jethro Tull, in particolare, era una ovvia boutade sull’impossibilità di utilizzare un simile brano per promuovere il proprio lavoro (ammetto di essermi lasciato scappare una volgarità gratuita). Del resto, per e questi dieci gradini di avvicinamento all’uscita del romanzo sono stati anche un grande divertimento. Creare immagini è il mio altro lavoro. Non pensavo che un immagine a settimana, con tre righe di testo, potesse diventare così fastidiosa. I suoi commenti mi hanno certamente costretto a ragionare sull’opportunità o meno di promuovere un romanzo in questo modo. Però, devo anche tener conto del fatto che a molte persone è piaciuto.
      In ogni caso, le critiche vanno elaborate e pensate e io non sono una di quelle persone che accettano soltanto i complimenti. Le garantisco che le sue parole hanno portato in luce sensazioni che mi gironzolavano per la testa e che le terrò nella giusta considerazione. Intanto la ringrazio per la franchezza e le voglio dire che il cambio di stile è un processo che non si ferma mai, anche se in futuro la sorprenderò (spero) con un Mordenti dei primi tempi. Leggerei molto volentieri la sua graphic novel gialle se me la volesse inviare.
      Un saluto, E

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