Teaser per La donna di troppo: un lavoraccio divertente

Schermata 2013-02-19 alle 10.30.12

Taglia e cuci con Photoshop®

Quando hai una passione, è difficile non cascarci dentro ogni volta che ne hai l’occasione. Per me, la grafica lo è, soprattutto quando posso fare quello che voglio e il committente sono io. Questo mi capita ogni volta che qualcuno si pende la briga di pubblicare un mio libro e io lo voglio, come dire, pubblicizzare. L’ho fatto per Troppo piombo, per Lezioni di tenebra e per Pessime scuse per un massacro (ai tempi di Les italiens ero troppo emozionato e non ho fatto nulla).
A maggior ragione valeva la pena sbattersi per questo quinto romanzo, La donna di troppo, per via di Torino, dei nuovi personaggi e della storia che ha tutti gli aspetti di un noir pieno di suspense e colpi di scena.
La mia idea era quella di creare una serie di immagini ispirate ad altrettante scene del romanzo, composte come una serie di polaroid ritrovate su di un’ipotetica scena del crimine. Per fare questo dovevo prima di tutto procurarmi il materiale adatto e Internet, in questi casi, è il mezzo più appropriato.

Pezzi

Avevo un’idea di dove sarei andato a parare, quindi mi sono messo a cercare tutti gli oggetti con i quali avrei composto la mia scena. Volevo che le immagini avessero un aspetto fotografico ma non troppo. Nella mia immaginazione dovevano essere evocative, stimolanti e con un vago sentore di illustrazione. Insomma, la mia intenzione era incuriosire il futuro lettore.
attraverso una ricerca che si è rivelata piuttosto complicata, ho trovato tutti gli oggetti di cui avevo bisogno. Complicata perché immagini piccole se ne trovano tante, grandi molte meno. E io le volevo grandi. Per giunta, per ottenere la quantità di immagini che avevo in mente, di materiale me ne serviva tanto. Qui mostro il procedimento usato per realizzare il fondo sul quale posano le dieci polaroid; Come ho realizzato le immagini ve lo racconto un’altra volta, è più lungo e complicato.
Insomma, ho trovato tracce di sangue, bossoli, diversi tipi di polaroid, timbri, scritte a mano, numeri scritti con il gessetto, e tante altre cose che mi sarebbero servite. Quando il materiale raccolto mi è parso sufficiente, ho cominciato a lavorare sull’illustrazione vera e propria.

Progress01

La prima cosa che da sistemare era un fondo che desse l’impressione di un luogo un po’ sporco, vecchio, non tanto luminoso. Le texture, anche molto grandi, sono la cosa più facile da trovare su Internet. Io ne ho scaricata una che mi piaceva molto. La tonalità giallastra funzionava bene perché avrebbe contrastato con il resto degli oggetti senza prevalere. L’ho tagliata, pulita, e inquadrata. Ho accentuato alcune ombre e creato una specie di pozza di luce. Il lavoro successivo è stato quello di isolare e pulire una foto polaroid di cui avevo un paio di versioni (ne ho ricavate tre più o meno differenti tra loro). L’ho scontornata, ruotata, e posizionata al centro dell’immagine. Poi, lavorando sui livelli di Photoshop, le ho costruito un’ombra che desse l’impressione di una foto posata per terra.

Progress02

Il passo successivo sono state le macchie di sangue. Dovevano esserci ma senza vampirizzare sul resto e senza essere troppo splatter. Le ho scurite e in parte coperte dalla foto. Ho però pensato che il riflesso bianco sulla goccia in basso a sinistra avrebbe dato un tocco drammatico. Altro elemento importante, che volevo ci fosse, era il righello metrico che viene usato per le foto della scientifica. La ricerca è stata dura, alla fine ne ho trovato uno in bianco e nero che poteva anche funzionare. L’ho scontornato, dandogli una tonalità più calda, e l’ho posizionato in alto sopra la foto dopo averlo ridimensionato. Poi ho aggiunto i rettangoli di colore che hanno quasi tutti questi aggeggi accanto alla scala metrica. Per finire l’ombra appena accennata. Devo dire che le potenzialità di Photoshop sono incredibili e ogni volta ne scopri di nuove. Tra maschere, filtri, livelli e tutto il resto, le possibilità sono infinite.

Progress03

I bossoli mi hanno dato da lavorare. Primo perché dovevo trovarli con un’angolatura credibile per una foto presa dall’alto e secondo perché non esistono due foto nelle quali l’ottone abbia la stessa luce e gli stessi riflessi. Con questi due ho sputato l’anima. Anche perché non volevo che sembrasse lo stesso bossolo duplicato. Comunque, alla fine credo di essere riuscito a renderli simili ma “diversi”. La loro posizione mi piace molto perché è piuttosto casuale e, una volta messa l’ombra, li trovo pure realistici.
Per finire ho aggiunto un’ombra che scende dall’alto, lasciando qualche riflesso sulla scala metrica e sul bordo superiore della polaroid. Questo aggiunge drammaticità alla scena. Ho sostituito la polaroid vergine con la prima di quelle che avevo preparato e ho aggiunto il numero a gesso bianco scritto sul pavimento. Mi sembra che il risultato sia credibile, no? Fare ’sta roba è stato molto divertente, questa è la cosa importante.

Torino, febbraio 2013

Zara

9 pensieri su “Teaser per La donna di troppo: un lavoraccio divertente

  1. Bravissimo, Enrico, essendo io prevalentemente un visivo, non posso che apprezzare anzi meravigliarmi e imparare. Spesso anche io mi butto, non su Photoshop, che non ho, ma su GIMP e ci sto ore a costruire o elaborare disegni prima abbozzati a matita o a penna.
    Bravissimo comunque.
    Tutto costruito netto e perfetto.
    ciau

  2. Ecco, oggi ho imparato qualcosa. Comincerò anche io ad applicarmi a programmi di questo tipo.
    Molto curioso di leggere la “tua” Torino. Una città, neppure tanto grande, che ne racchiude migliaia…
    A presto!

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