Le armi de Les Italiens:Welrod Mk 1

WelrodsMkll&Rubberdisc

Come ammazzare la gente con il tubo della stufa

Welrod_SectionedLa Welrod Mk 1 è una pistola silenziata a otturatore manuale utilizzata durante la Seconda guerra mondiale dalle forze irregolari dell’Inter Services Research Bureau e dai gruppi della resistenza europea. Ne vennero costruite all’incirca 2.800 esemplari. Costruita in due differenti calibri, 32 Acp e 9×19 Parabellum, è una pistola a funzionamento manuale. La cartuccia esplosa viene espulsa azionando il pomello posteriore dell’otturatore con la mano libera, permettendo così al proiettile successivo di entrare nella camera di scoppio. L’arma è alimentata da un caricatore amovibile, ricoperto di plastica, che contiene sei o otto colpi, a seconda del calibro, e che serve anche da impugnatura. Il grilletto è ad azione singola e dispone di una semplice sicurezza dietro al calcio.
In linea di massima, la Welrod veniva utilizzata dagli agenti infiltrati in territorio nemico, sia dell’SOE britannico (Special Operation Executive), sia dall’OSS americano (Office of Strategic Services). Manco a dirlo era conosciuta con il nomignolo di «pistola dell’assassino», visto che la sua funzione primaria era quella di assassinare avversari a sangue freddo. Producendo, al momento dello sparo, un rumore inferiore ai 73 decibel, che non so assolutamente cosa cazzo voglia dire, era ritenuta molto silenziosa per essere un’arma da fuoco.
Alla fine della fiera, la Welrod si compone di un cilindro di metallo del diametro di 32 millimetri, lungo una trentina di centimetri, con un’impugnatura e un grilletto. La parte posteriore del cilindro contiene l’otturatore, la camera di scoppio, la canna e la camera d’espansione silenziata. Quella anteriore racchiude, invece, i diaframmi e le alette del soppressore. Una manopola zigrinata sul retro serve da maniglia per operare manualmente l’otturatore. Come abbiamo detto prima, il caricatore funge anche da impugnatura. Tipo una roba fatta in casa.
1287718006Rimuovendo il caricatore, l’arma diventa facile da portare addosso, nascondendola alla vista. È pure provvista di mirino con tacche di vernice fluorescente per una migliore acquisizione del bersaglio in condizioni difficili di luce. Pur avendo una gittata utile di 23 metri, la Welrod è concepita per un utilizzo a distanza molto più breve. In pratica, è fatta per sparare a bruciapelo, che è sempre la strategia migliore per non sbagliare un colpo. Tant’è che la bocca della canna è tagliata in modo da poter sparare a diretto contatto con il corpo della vittima, cosa che, per giunta, diminuisce di alcuni decibel il suono dello sparo.

pandianimassacroesec«Santa merda…» ha detto Alain entrando nella stanza.
Madame si era impiccata da sola cadendo dallo sgabello quando le sue vecchie gambe si erano stancate di sorreggerla. Babar aveva lasciato che lo show andasse in onda davanti agli occhi impotenti del marito. Poi era toccata a lui. Due proiettili nella zucca, uno dei quali lo aveva passato da parte a parte devastando la faccia a lato della bocca.
Nel complesso, una maniera piuttosto orrenda per lasciare questa valle di lacrime. 
La statuetta in resina di Babar era posata su un tavolino da tè accanto a una specie di pompa da bicicletta di metallo scuro con impugnatura e grilletto.
«Se De Clock vede questa berta si fa una sega all’istante» ha detto Servandoni indicando l’oggetto.
«Che roba è?» ha chiesto Klein.
«È una pistola silenziata da commando» ci ha informati trattenendosi a stento dal prenderla in mano. «Una Welrod Mk1 calibro 9 Parabellum. Ne ho vista soltanto un’altra in vita mia ed era esposta al Musée de l’Armée.»
«Molto interessante» ho borbottato guardandomi attorno. Gli occhi della donna misteriosa hanno incrociato i miei. Erano fissati con una puntina da disegno alla parete di fianco a noi, luminosi e indifferenti.
Mi sono avvicinato a una finestra e l’ho spalancata per prendere una boccata d’aria.
«Prima di ucciderlo lo ha costretto ad assistere alla morte della moglie» ha detto Klein con una smorfia. «Dev’essere rimasto in questa casa per un pezzo.»
«Avrà avuto i suoi buoni motivi» ha brontolato Alain.
Il gendarme lo ha fissato. «Lo sta per caso giustificando?»
«Non giustifico nessuno, Klein, ho solo detto che avrà avuto le sue ragioni.»
«Solo una bestia si comporta così.»
Alain ha sospirato. «A volte la bestia che hai dentro te la tirano fuori con le pinze.»

(Pessime scuse per un massacro, Rizzoli 2012, Best BUR 2013)

6825681998_b2c9f6b73fLa canna della Welrod è forata, in modo da ottenere due risultati: rilascia gradualmente i gas della detonazione attraverso il silenziatore, riducendo il fragore dello sparo e porta la pallottola a una velocità subsonica, cosa particolarmente importante nel caso del calibro 9 Parabellum. I diaframmi e le alette del soppressore, disperdono ulteriormente i gas compressi, impedendo il botto istantaneo prodotto dall’espansione immediata della pressione provocata dall’esplosione della polvere contenuta nella cartuccia.
Questa pistola è semplice, affidabile e silenziosa, e, rispetto ad armi più complesse, il suo costo era contenuto. La Welrod era una di quelle armi definite «sterilizzate», nel senso che non avevano alcun tipo di marchio che potesse definire il costruttore o il paese di origine. Le sole iscrizioni erano costituite dal numero di serie e da alcuni simboli e lettere indecifrabili. La Birmigham Small Arms Company Limited, (la BSA, quella che ai miei tempi costruiva quelle figate di motociclette), ha confermato di aver costruito alcune pistole Welrod, ma di non averle assolutamente marchiate. Questo significa che nemmeno l’esercito britannico ha posto alcun segno sulle armi dopo averle ricevute in consegna.

welrod_detLa «pistola dell’assassino» è stata largamente impiegata durante la Seconda guerra mondiale, ma fonti certe ne riportano l’utilizzo durante la guerra delle Falkland nel 1982, durante i moti in Irlanda del Nord e, addirittura, nell’operazione Desert Storm, da parte delle forze britanniche. Come la Colt M1911A1, la si può considerare una veterana dal lungo stato di servizio.

Welman_trialled_at_Queen_Mary_Reservoir_StainesIl nome Welrod viene dalla consuetudine di siglare tutto l’equipaggiamento prodotto dalla Stazione IX (una fabbrica segreta del SOE dislocata nella città di Welwin) con il prefisso «Wel»; ad esempio la motocicletta dei Commandos Welbike o il sottomarino tascabile Welman. Dopo la guerra, venne prodotto un documento che accreditava a ciascun responsabile l’invenzione che aveva creato per la Station IX. Questo documento rivela che la Welrod Mk 1 venne realizzata dal maggiore Hugh Reeves, responsabile anche dell’invenzione della «Sleeve Gun», pistola a colpo singolo da portare nascosta nella manica, che anticipava di parecchio l’accrocchio di Robert De Niro in Taxi driver.
A pensarci bene, ogni tanto una Welrod farebbe proprio comodo.

Torino, febbraio 2013

Un pensiero su “Le armi de Les Italiens:Welrod Mk 1

  1. Ne ho visto, una volta, un esemplare esposto in mostra di reperti di guerra partigiana, forse l’aveva portata con sè qualche ufficiale inglese paracadutato in Piemonte.
    È sicuramente una brutta arma, però doveva essere efficiente, pratica, leggera per operazioni di infiltrati o agenti, da ficcarsi con l’impugnatura smontata nel tascone interno di un trench impermeabile.
    Credo l’abbiano usata anche i maquis. Comunque molto interessante.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...