Una nuova vita sulla carta

Zara

La donna che sfonda le porte a calci

Skyline_6_900Nel febbraio dell’anno scorso – Pessime scuse per un Massacro, la quarta avventura di Mordenti, era appena uscito – stavo terminando un piccolo ma gustoso romanzo che mi era stato commissionato dalla più antica distilleria artigianale di grappa esistente in Italia, la Distilleria Fratelli Brunello. Si trattava di un romanzo poliziesco, La testa e la coda, nel quale era coinvolta una realtà come la loro, di proprietà di una famiglia come la loro, ambientato nei luoghi che dal 1840 sorgevano attorno alla distilleria: Montegalda, Vicenza, Padova, Castelfranco Veneto, e giù fino a Venezia. Attraverso le vicende del romanzo si raccontavano le storie della famiglia, la distillazione della grappa e tante altre cose.
Comunque, per tornare a bomba, dovevo decidere che fare della mia veste di scrittore e in quel febbraio, terminando il romanzo della distilleria, dovevo prendere una decisione importante su quale sarebbe stato il prossimo libro che avrei scritto.
Premetto che les italiens, nel corso di quattro romanzi, mi hanno riempito di soddisfazioni (e ancora non è finita) come non riuscirebbe a fare il migliore degli amici. Scrivendo le loro storie mi sono divertito come poche volte mi è successo nella vita. Sono arrivati al punto di farmi ridere da solo. Purtroppo il loro difetto, o il mio, è stato non essere riusciti ad avere una traduzione all’estero. Per scantonare le mie responsabilità, mi sono fatto l’idea che Parigi e la Francia mi abbiano in qualche modo remato contro. È probabile che un certo campanilismo abbia impedito agli editori francesi di pubblicare un cornuto di torinese che raccontava loro di Parigi. D’altro canto, quando l’Europa viene a cercare libri nel nostro paese immagino prediliga storie italiane. Perché mai un tedesco dovrebbe venire in Italia a cercare una storia francese?
In seconda istanza, c’è anche la possibilità che sia io a non essere all’altezza, il che non fa grande differenza. Sta di fatto che, da un po’ di tempo, carezzavo il desiderio di tornare in patria come una sorta di esule che si era scelto in modo autonomo l’esilio. Discorsi fatti con il mio editore (Rizzoli, N.d.R.) mi hanno confermato che una scelta del genere sarebbe stata non solo gradita, ma pure interessante.
A questo punto rimaneva da scegliere un luogo e, naturalmente, i personaggi. E qui va detto che il personaggio principale del romanzo scritto per i Fratelli Brunello, si era a quel punto sviluppato in maniera avvolgente e seducente, tanto da farmi cadere come una pera nelle sue ammalianti spire. Non vi dirò molto di lei. Perché di una lei, si tratta. Una protagonista della quale, oggi, sono innamorato perso. Si chiama Zara.
Qualcosa di questa donna, forte e fragile allo stesso tempo, lo dirò più avanti, man mano che si avvicinerà l’uscita del suo romanzo. Di fatto si è trattato di una nuova vita, sia per lei che per me.
Quando ho cominciato a carezzare l’idea di prendere alcuni personaggi del romanzo sulla grappa, chiamiamolo così, mi sono trovato di fronte ad alcune fondamentali decisioni da prendere. Intanto dovevo abbandonare per qualche tempo Mordenti, Servandoni e gli altri, e questo, garantisco, è stata una scelta sofferta. Ma sono certo che non se la prenderanno, anche perché ho in serbo per loro una storia da urlo. Ma non mettiamo troppa legna sul fuoco.
La prima decisione riguardava il luogo nel quale si sarebbe svolta l’azione. Io ho questa idea, probabilmente sbagliata, che il romanzo noir torinese subisca ancora adesso l’influenza del riuscitissimo capostipite di Fruttero e Lucentini: La donna della domenica. Questo romanzo ha talmente segnato la città da rendere difficile il poterselo scrollare di dosso. Torino non è più così, l’esoterismo e la magia sono ormai argomenti over settanta, la gente bene è cambiata e così la città e le sue dinamiche. È più bella, più dura, più difficile. È una città dove ogni giorno passano per il naso dei suoi abitanti 25.000 dosi di cocaina. Dunque, quella che avevo in mente io era una Torino moderna, europea, dinamica, violenta.
E Zara? Be’, lei ha raccolto tutta la sua vita, l’ha cambiata dalle radici, l’ha impacchettata e ha traslocato a Torino. Si è trasferita da un anno esatto, quando inizia il romanzo. È riuscita ad adattarsi alla nuova vita? Ha trovato un suo spazio sotto le Alpi? A queste domande risponderà lei stessa attraverso le pagine del libro.
La mia impressione è che Zara ce l’abbia messa tutta per non far rimpiangere la momentanea assenza di Mordenti. E io con lei.

Torino, Gennaio 2013

28 pensieri su “Una nuova vita sulla carta

  1. Les italiens tutta la vita !!
    Sto (anzi sicuramente stiamo aspettando) il nuovo romanzo con Mordenti & C., dopo aver divorato i 4 precedenti e proporci un nuovo libro senza di loro è sadismo puro !
    L’editore delira quando ritiene una scelta del genere interessante!
    Ma come, les italiens stanno iniziando a diventare popolari, e li si abbandona così…anche se temporaneamente ??

    • Ruggero, su les italiens ci sto lavorando alla grande. La prossima avventura farà impallidire le precedenti, te lo garantisco. In questa pausa, ti lascio il tempo di innamorarti di Zara😉

  2. Caro Enrico,
    adesso mi fai pure comprare i libri on-line! Per fortuna è un cartaceo e non un kindle.
    Me lo autograferai al prossimo tuo tour letterario.

    Io per la grappa però (in attesa che si pasteggi con quella dei fratelli Brunello a una Tua presentazione) rimango fedele alla linea, del Piave (perdona il gioco di parole) e di Gian Carlo Fusco: classe 1779 e gradi 50.

    Ciao

    Ste/g

    http://steg-speakerscorner.blogspot.com/

  3. na bella e coraggiosa assunzione di rischio : così un romanziere cerca le sfide e incontra l’ammirazione dei suoi lettori, e quando è umano (e torinese, diciamolo) come E.P. e’ bello e emozionante frequentare il Suo pensiero e la Sua scrittura.
    E poi noi donne abbiamo bisogno che un uomo si metta nei nostri panni, per capire anche come possiamo essere viste come esseri umani e non solo come oggetti di ogni tipo (di desiderio, di conquista, di arredamento, di moda), oppure come Amazzoni che minaccerebbero la maschilità in crisi. Abbiamo bisogno di te, caro Scrittore, e tu di noi, Caro uomo!
    Patrizia

  4. Sono sicura che Mordenti la troverebbe “interessante” e che si apprezzerebbero l’un l’altra, come potrebbe, lei, non piacere a noi?

  5. intanto,complimenti per la locandina. Poi complimenti per il romanzo in uscita. Aspetto aprile per mille motivi. Uno dei più interessanti è questo.

  6. Enrico è uno scrittore così sopraffino e una persona così intimamente empatica verso il mondo, le emozioni, la vita e anche verso l’altra metà del cielo, che Zara non può che essere una gran bella donna! Sono certa che ci farà divertire, sorridere, preoccuparci, ridere e amare e non ci farà rimpiangere JP.

  7. Mi pregusto il piacere di questa lettura. Ma dire lettura è poco, infatti ho detto pre/gusto, perché dalle tue pagine sortono fuori odori lezzi profumi sapori aromi, che galleggiano o aleggiano in paesaggi, ambienti sempre interessanti. Au revoir🙂

  8. Caro Enrico,
    ci riprovo per la terza volta.

    Ho comprato il libro.

    Sulle grappe, preverisco gradazioni piu forti.

    Un saluto con speranza di non essere ancora cancellato.
    Forse perche c’era l’indirizzo del mio blog?

    Ste/g

    • Ciao Stefano, se avessi un morto mi mortificherei. Se ti ho cancellato l’ho fatto per sbaglio.
      Preferisci gradazioni più forti perché hai trovato il romanzo un po’ più morbido del solito?😉
      Mi sono imposto dei limiti per il fato che c’erano in gioco diversi fattori, ne La testa e la coda, non potevo esagerare. Ma sono sicuro che la Bosdaves torinese avrà in serbo per te alcune gradazioni piuttosto forti. Mi farai sapere.

      Tutto bene?
      a presto, E

  9. Caro Enrico,
    un solo appunto (stilistico?) all’esordio dell’ispettore Bosdaves (scusa non ho il libro sott’occhio spero di non aver storpiato). Mi sembra che ci siano troppi personaggi di bell’aspetto e questo li rende un pochino meno credibili.
    Per il resto il romanzo mi è piaciuto e comprerò anche il prossimo, pur aspettando un ritorno (auspico parigino, come sai) di Mordenti, magari con un pranzo tardivo, alle 16.00 per dire (così trova posto), da Chartier che, fra l’altro, non è lontano dal museo della massoneria.

    Buon lavoro

    Steg

    • Guarda, dovrei rileggermelo per essere sicuro, ma il solo bellone è il pubblico ministero fedifrago che io ricordi. In effetti ci sono anche il nobile elegantone e la sua algida moglie. Gli altri di bella presenza sono Viola, la figlia di Novello, e Zara. Comunque guarda che da quelle parti sono abbastanza bellocci, soprattutto le donne😉 O forse è la grappa che te li fa vedere migliori😐

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...