I colleghi de les italiens: la scientifica

Attenti a dove lasciate le vostre impronte…

Se vi fate un giretto lungo la Senna e passate sull’Île de la Cité, non ci metterete molto a ritrovarvi davanti alla sede della polizia scientifica di Parigi sul Quai de l’Horloge. Siamo sul bordo settentrionale dell’isola, tra il pont au Change e il Pont-Neuf. I laboratori della Polizia Scientifica di Parigi (LPSP) si trovano al numero 3, dove un paio di gendarmi vi impediranno gentilmente, ma con fermezza di ficcare il naso.
Il Quai de l’Horloge venne iniziato nel 1580 e, a causa a diverse interruzioni dei lavori, terminato solamente nel 1611. Inizialmente vi si trovavano botteghe per lo più occupate da parrucchieri. Nel 1738, Mr. Turgot, l’allora prevosto (il magistrato responsabile dell’amministrazione della città di Parigi, con autorità diretta sulle potenti corporazioni e ampia autonomia giudiziaria) fece allargare le estremità del quai in seguito alla demolizione delle baracche addossate al Palais de Justice.
Il commissario Mordenti ci viene piuttosto spesso, al 3 di Quai de l’Horloge. Vi lavorano i colleghi della scientifica Saunière e Guibert.

(…) Le due torri medievali della Conciergerie svettavano sopra di me mentre percorrevo a lenti passi il quai de l’Horloge. I loro tetti aguzzi si stagliavano scuri contro un cielo grigio piombo che sembrava promettere una nevicata con i fiocchi. Avevo dormito male e il mio umore era simile a quello di un elettore due mesi dopo la vittoria del suo partito.
Il pomeriggio precedente l’avevo passato in giro per negozi di calzature. Cercavo un paio di stivali simili a quelli chemi aveva descritto Delarche. Li vendevano dappertutto e ce n’erano per tutte le tasche. Una roba da cowboy ma più tozzi, con la punta rinforzata da una placca d’acciaio, che sul corpo di Thérèse era stata devastante. Il cinghietto attraversava il collo del piede ed era fermato da una piccola fibbia che corrispondeva in linea di massima al segno lasciato sul corpo della donna.
L’ufficio di Saunière affacciava sul fiume a pochi passi dal quai des Orfèvres. Non era chic come dall’altra parte dell’isola, ma il posto era tranquillo e poco trafficato. Ho percorso il marciapiede camminando accanto a una fila di furgoni blu della gendarmeria mentre un vento gelido proveniente dal pont Neuf mi schiaffeggiava il viso. Al numero 3 un piantone rintanato nella garitta di vetro verdino mi ha fatto entrare dopo aver dato uno sguardo distratto alla mia tessera tricolore.
François mi dava le spalle quando sono entrato nel laboratorio. Stava appoggiato a un bancone carico di microscopi, centrifughe e altre cianfrusaglie di cui ignoravo la funzione. Ho dato un colpetto di tosse. Sono passati due o tre secondi prima che si voltasse. Secondo me questi scienziati vivono in differita, quello che succede intorno a loro lo ricevono con un impercettibile ritardo. Forse per aiutare la concentrazione. (da Troppo piombo, 2010)

Il Quai de L’Horloge è conosciuto anche con il nomignolo di les Morfondus, gli intirizziti, a causa della sua piena esposizione al vento del Nord che gela e intirizzisce i poveri pedoni che lo percorrono in inverno.
È in questo angolo spesso deserto di Parigi che nel 1985, in seno alla direzione centrale della polizia giudiziaria, venne istituita la sotto-direzione di polizia tecnica e scientifica. Lo scopo era quello di raggruppare all’interno di un’unica entità ben definita i differenti servizi di supporto all’esecuzione delle indagini di polizia.
La sotto-direzione di polizia tecnica e scientifica partecipa attivamente alla ricerca e all’identificazione degli autori di ogni tipo di crimine. Dà inoltre un grosso apporto in campi d’azione quali le ricerche criminali, i casi di identità giudiziaria, il lavoro d’analisi nei laboratori della polizia scientifica e fornisce il materiale informatico. Assicura anche, nei campi specializzati, la formazione iniziale e continua del personale della polizia nazionale.
Collabora infine ad azioni di cooperazione internazionale nel quadro dell’Interpol e dell’Unione Europea, collaborando alla lotta contro il terrorismo e il crimine organizzato.
La polizia scientifica è composta da cinque servizi:
• la divisione di logistica operativa
• la divisione di studi, collegamento e formazione
• il servizio centrale d’identita giudiziaria
• il servizio centrale di documentazione criminale
• il servizio informatico e di tracciatura tecnologica
L’istituto nazionale di polizia scientifica comprende inoltre il servizio dei laboratori nei quali è centralizzata la documentazione scientifica, gestisce il budget e coordina l’attività dei cinque laboratori di polizia scientifica e del laboratorio di tossicologia della Prefettura di polizia.
I laboratori della scientifica sono divisi nelle seguenti sezioni:
Balistica, studio delle armi, delle munizioni e delle traiettorie
Biologia, analisi di sangue, sperma, capelli, impronte genetiche.
Documenti e tracce, analisi di documenti falsi e calligrafia
• Incendi e esplosioni, studio di esplosivi e liquidi infiammabili
Fisica e chimica, studio di pitture, residui di sparo, vetri e terre
Stupefacenti, analisi di sostanze chimiche (campioni sequestrati, droga, ecc.)
• Tossicologia, ricerca di tracce tossicologiche da campioni biologici.

Alcuni di questi servizi hanno particolarità piuttosto interessanti. Ci sto lavorando su e pubblicherò in seguito alcuni approfondimenti mirati.

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