I posti de les italiens: Saint-Germain

L’ombellico di Parigi

Il boulevard Saint-Germain, sulla rive gauche, è uno dei grandi boulevards, e forse il più famoso di Parigi. Una lunga arteria pulsante che si snoda per circa tre chilometri, spalmando i suoi trenta metri di larghezza dal Pont de Sully al Pont de la Concorde.
Saint-Germain inizia dal quai Saint-Bernard sulla Senna, di fronte all’île Saint-Loui nel V arrondissement. Seguendo obliquamente il fiume per qualche centinaio di metri sotto la montagne Sainte-Geneviève, attraversa il VI arrondissement per poi ritornare sulla Senna all’altezza del quai d’Orsay, nel VII arrondissement.
Il boulevard attraversa parecchi quartieri. È la strada principale del Quartiere latino, attraversa il quartiere di Saint-Germain-des-Prés, da cui prende il nome e taglia il faubourg Saint-Germain con i suoi palazzi eleganti descritti da Proust nella Recherche.
È proprio all’angolo di rue Bonaparte che  incontra l’abbazia di Saint-Germain-des-Prés, così chiamata per distinguerla da Saint-Germain-l’Auxerrois che si trova accanto al Palazzo delle Tuileries

Siamo usciti sul boulevard Saint-Germain e abbiamo attraversato rue de Rennes dove c’è quella scultura che sembra il buco dal quale è uscita la talpa gigante.
Il sole era molto caldo. Ho comprato due paia di occhiali neri in un negozietto. Li abbiamo indossati.
Mademoiselle de Rothschild e il suo personal flic.
Si stava bene scendendo lentamente verso Saint-Michel. Mancava parecchio tempo all’ora dell’appuntamento con Servandoni, così ho deciso di passare dall’Île Saint-Louis. Da quelle parti abbondavano i turisti e nessuno avrebbe fatto caso a noi. A Parigi la madama è discreta, ma ha mille occhi. Siamo passati dalla parte in ombra della strada.
Faceva più fresco. Si stava anche meglio.
(…)
Camminare era piacevole, Moët mi indicava le cose veramente importanti del boulevard. Al 143 l’Hôtel Madison dove Malraux passò l’inverno del ’37. Al 166 la Rhumerie, bar spesso frequentato da Antonin Artaud. E al 3 di cour de Rohan, giusto lì dietro, il pezzo forte, l’appartamento che Balthus affittava da George Bataille.
«Ci pensi» ha detto, «lui abitava lì…»
Siamo arrivati al pont de la Tournelle senza che nessuno ci inseguisse. O ci sparasse.

Les italiens, Instar Libri (2009), pagg. 108-109

Attorno a Saint-Germain-des-Pres si trovano alcuni dei locali più famosi di Parigi, il cosiddetto Triangolo d’Oro. Ai tre angoli della strada potete vedere il caffè Les Deux Magots, la Bresserie Lipp, celebre per essere frequentata da personalità politiche e dello spettacolo, e il Café de Flore, uno dei più famosi caffè letterari, dove si incontrano i vincitori del Goncourt, poeti di tutte le generazioni, e per il quale sono passati ideologi della rivoluzione russa e di quella cinese, nonché molte tra le maggiori personalità letterarie francesi. .

Entrando da Lipp sono andato a sbattere contro Jean-Paul Belmondo. Stava uscendo in compagnia di una bionda un po’ attempata. Ha urtato la pistola che avevo sotto la giacca e si è tirato indietro sorpreso. Anche così, tutto scassato e con il bastone, era sempre il vecchio Bébel.
Mentre si allontanava ha alzato le mani e mi ha fatto il suo famoso sorriso con gli occhi obliqui. Poi ha finto di spararmi con la punta delle dita.
«Lo conosci?» mi ha chiesto Nadège.
«Andavamo a scuola insieme» ho detto.
Si è messa a ridere. «Ma smettila, ha trent’anni più di te.»
«Studiava poco» ho detto.
Mi ha preso sottobraccio ridendo e, stringendomisi contro, mi ha spinto attraverso la porta girevole.

Troppo piombo, insatar Libri (2010), pagg. 68-69

Il boulevard Saint-Germain fa parte dei progetti voluti personalmente dal barone Haussmann durante i grandi lavori di trasformazione di Parigi nella seconda metà del XIX secolo. Nel suo studio per la ristrutturazione della viabilità parigina, il boulevard completava sulla rive gauche i tracciati dei grands boulevards che si trovano nella rive droite, e serviva i quartieri centrali sulla riva sinistra nel percorso est-ovest.
L’apertura del boulevard Saint-Germain comportò la demolizione di molte delle antiche residenze del faubourg Saint-Germain e la modifica degli assetti viari preesistenti. Il suo tracciato assorbì la parte orientale della rue Saint-Dominique, mentre i numeri dispari tra rue de Rennes e rue des Saints-Pères corrispondono a un lato dell’antica rue Taranne (oggi scomparsa).
Sul boulevard Saint-Germain si svolsero parte degli eventi del Maggio 1968, con le barricate della Sorbona.
Il quotidiano Paris24h nel quale si svolge buona parte del romanzo Troppo piombo, si trova sul boulevard Saint-Germain proprio davanti alla chiesa di Saint-Germain-des-Pres.

L’auto si è messa in moto. Leila guidava tranquilla, abbiamo attraversato il fiume sul Pont Saint-Michel diretti verso Saint-Germain.
La sede di Paris.24h occupava gli ultimi quattro piani di un palazzo molto chic davanti alla chiesa di Saint-Germain-des-Près.
Paris.24h, il prestigioso quotidiano fondato da André-Jaques Munster de Château-Blamont alla fine degli anni cinquanta. Come foglio liberale aveva un certo seguito a Parigi e diversi affezionati nel resto del Paese. Rappresentando quella parte di elettorato che non vuole cadere troppo a sinistra ma non si vuole nemmeno inclinare troppo a destra, era considerato un quotidiano di una certa influenza.
L’attuale direttore, Hubert Clément, diretto successore del fondatore, aveva una settantina d’anni e, contrariamente al suo nome, era considerato un tiranno duro ed esigente. Pareva che i balletti fossero cosa frequente all’interno della redazione. Tipo che oggi sei caposervizio e domani galoppino.
E magari vai a rompere il collo a quella che ti ha soffiato il posto.

Troppo piombo, insatar Libri (2010), pag. 16

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