Les italiens su cinemadadenuncia.com

Les italiens. “LA” recensione
Splinder: http://cinemadadenuncia.splinder.com/post/20978312/LES+ITALIENS

Questa è la recensione che il mio amico Alessandro ha fatto sul suo blog Cinemadadenuncia, un blog di critica cinematografica e libraria molto interessante e competente.
Consiglio a tutti gli amanti del cinema di fare un giro su questo blog. Ne usciranno intellettualmente molto più ricchi di quanto ne siano entrati.
Alessandro e io siamo diventati amici quando un altro amico mi ha segnalato la sua recensione e io, leggendola, sono rimasto di stucco. Questo è senza dubbio il migliore omaggio che sia stato fatto al mio romanzo. Ecco quello che ha scritto.

Enrico Pandiani, Les italiens, Instar Libri, 2009, pp.256, € 13,50.
Parigi, giovedì mattina di giugno. Un cecchino tempesta di proiettili un ufficio della Brigata Criminale al 36, Quai des Orfèvres, abbattendo una donna che si era presentata a sporgere denuncia e tre poliziotti, due dei quali in forza alla squadra degli italiens, un gruppo formato da sei sbirri di origini italiane. Vistasi la squadra decimata sotto gli occhi, il commissario trentasettenne al comando del gruppo è subito sul piede di guerra, ma il capo della polizia Le Normand gli ordina perentoriamente di occuparsi di Moët Chamberat, una splendida pittrice transessuale di ventiquattro anni a cui, di notte, è stato devastato lo studio. Inizialmente riottoso e recalcitrante, il commissario si trova coinvolto in un’assurda girandola di eventi che lo costringono, insieme alla fascinosa Chamberat, a seminare morti e a scontrarsi coi vertici dell’MNO (Movimento Nazionale Oltranzista) di Léon Lafontaine, “la destra più a destra dell’estrema destra”. Il tiro al bersaglio del cecchino e l’effrazione notturna nello studio della pittrice si riveleranno legati da un filo. Nero.

Strepitoso noir d’esordio del cinquantatreenne Enrico Pandiani, grafico editoriale torinese, Les italiens è uno di quei libri che crescono ad ogni pagina: se l’incipit in medias res, crepitante e micidiale, è tutto giocato sull’azione forsennata (tanto da far pensare ai polar di Olivier Marchal), fin dalle pagine immediatamente successive si capisce che il gusto per l’adrenalina non va affatto a scapito delle psicologie e dell’ambientazione metropolitana. Con la sensibilità di un Chandler catapultato nel terzo millennio e con la precisione di una Google Map irrorata di sangue, Pandiani sbozza personaggi esemplari senza neppure il bisogno di dargli un nome (il commissario protagonista non viene mai nominato), disegna inconfessabili tensioni erotiche a fior di pelle (quella tra lo stesso commissario e Moët) e schizza una cartografia urbana che abbraccia Parigi in tutte le sue dimensioni (dall’Ile de la Cité a Ville-d’Avray passando per l’Ile Saint-Germain e le strade e le piazze del centro).

Approccio ad alzo zero, stile diretto ma non sciatto, rigorosa unità di tempo (tutto si svolge tra il giovedì e il lunedì mattina): con queste premesse, enfatizzate dalle complicazioni politiche che subentrano progressivamente, Les italiens racconta la lotta per la sopravvivenza di due soggetti “diversi” (il commissario di origini italiane e la bella transessuale che ignora l’identità dei veri genitori) sullo sfondo di una Francia sempre più sedotta dalle lusinghe xenofobe e da una ferocia competitiva incline a degenerare in vendetta punitiva (quello di commissario alla Crim è un posto molto più ambito di quanto si sia portati a credere). In questa caccia all’uomo in cui il commissario e Moët si trovano coinvolti malgrado loro, i due braccati possono fare affidamento su ciò che resta degli italiens: l’aiuto assicurato dal collega Alain Servandoni e soci è l’occasione giusta per tratteggiare un rapporto di amicizia virile tanto saldo quanto privo di smancerie e per non condannare indiscriminatamente e semplicisticamente l’intera istituzione poliziesca.

Le armi: senza fascinazione, ma mostrando un’eccezionale conoscenza della materia, Pandiani sciorina un vero e proprio arsenale di armi da fuoco grandi e piccole, vecchie e nuove. Mossberg a pompa, Heckler & Koch PSG-1, Izarra Ruby.32 ACP, Bauer calibro .25, Giat Famas, Remington Woodmaster .30-06, Ingram Mac 10: questi alcuni dei modelli che esplodono colpi nelle pagine del libro, non quale semplice vezzo da armaiolo ma come scrupolo realistico che mette ai personaggi l’oggetto giusto al momento giusto. Credibilità.

La musica: Les italiens ha la sua musica interna, la sua colonna sonora personalizzata. Brani musicali eterogenei fanno capolino qua e là: dalla inaugurale Don’t Wait Too Long di Madeleine Peyroux, posta in esergo al libro a mo’ di dichiarazione d’intenti, a Save Me di Aimee Mann passando per Footstompin’ Music dei Grand Funk e Ballad of Cable Hogue dei Calexico, il noir di Pandiani chiede di essere letto ascoltando i brani citati. Valore aggiunto di un libro che sprigiona sì odore di sangue e cordite, ma che all’occorrenza sa piegarsi alla sensualità erotica e all’intimità sentimentale, come nelle brucianti descrizioni degli amplessi e nelle sfuggenti “esplorazioni” di un’attrazione che, pagina dopo pagina, sgretola inesorabilmente i pregiudizi. Un noir superbamente calibrato.

Un pensiero su “Les italiens su cinemadadenuncia.com

  1. Quale onore!
    Rincaro la dose dicendo che per il sottoscritto “Les italiens” è il più bel noir del 2009, non havvi dubbio.

    Un caro saluto

    Alessandro

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