I posti de les italiens: i Deux Magots

Quando Hemingway prendeva il caffè

Boulevard Saint-Germaine sull’angolo con la piazza Jean-Paul Sartre et Simone de Beauvoir, uno dei salotti buoni di Parigi, dove turisti e indigeni si mescolano per lavorare, guardare, fare acquisti e, naturalmente sedere alla terrasse di uno dei più celebri caffè della città.
Il nome Les Deux Magots trae origine dall’insegna di un negozio di mode che occupava un tempo lo stesso angolo, due figurine cinesi che ancora si possono vedere nella sala principale del caffè.

Verso il 1885 il negozio di mode leva le tende lasciando insegna  e locali a una rivendita di liquori con annesso caffè, nella quale Verlaine, Rimbaud, Mallarmè, e altri famosi personaggi, prenderanno presto l’abitudine di incontrarsi.
Da allora, il caffè Les Deux Magots ha sempre giocato un ruolo importante nella vita culturale di Parigi. Il premio letterario dei Deux Magots, istituito nel 1933, ne sancirà definitivamente la vocazione culturale.
Frequentato da illustri artisti tra i quali Elsa Triolet, André Gide, Jean Giraudoux, Pablo Picasso, Jacques Prévert, Hernest Hemingway, Jean-Paul Sartre e Simone de Beauvoir, giusto per citarne alcuni, questo celebre café accolse i surrealisti, sotto l’egida di André Breton, ben prima che gli esistenzialisti si mettessero a fare le ore piccole nelle cantine del quartiere.
In Troppo piombo, Mordenti vi incontra un giornalista del quotidiano Paris24h con il quale ha un colloquio che si trasforma rapidamente in una gara a chi dei due riesca a essere più evasivo.

Stavo per entrare quando qualcuno mi ha chiamato. Mi sono voltato e ho visto un tizio che veniva verso di me con un bel maglione norvegese, i jeans e una giacca di tweed blu. L’ho aspettato sulla porta e lui mi si è fermato davanti.
«Non ci hanno ancora presentati» ha detto tendendo la mano. «Sono Michel Kahane, redattore capo qui dentro, tanto per dire.» Ha indicato la porta. «Non voglio farle perdere tempo» ha detto con un sorriso. «L’ho vista arrivare e ho pensato che avremmo potuto prendere un caffè assieme.»
I suoi occhi sorridevano. Era un pelo più basso di me ma il fisico ce l’aveva anche lui. Quando sorrideva due fossette gli si formavano sulle guance. Se fossi stato una donna probabilmente mi sarei messa a balbettare.
Ci siamo presi le misure. «Vada per un caffè» ho detto.
Abbiamo attraversato l’incrocio e siamo entrati ai DeuxMagots. C’era un sacco di gente, aver accettato il suo invito mi è sembrata subito una pessima idea. Abbiamo trovato un tavolino vicino alla vetrina. Un cameriere che sembrava il butler di Lord Hamilton ha preso l’ordinazione.
«Tanto per dire, ho sentito che avete avuto una discussione burrascosa con Denise Florian» ha detto sorridendo.
«Le notizie corrono» ho brontolato.
«Voci di corridoio. C’è gente in redazione che avrebbe voluto assistere, tanto per dire» ha detto sarcastico. «Non mi fraintenda, io devo essere sopra le parti. Mi piacerebbe sapere perché avete torchiato proprio loro, c’è un motivo particolare?»
Ho sollevato la tazzina. Sarà anche stato il locale più famoso del mondo, ma il caffè era meno che qualunque.

Oltre al mondo dell’arte e della letteratura, Les Deux Magots è frequentato oggi da quelli della moda e della politica. Fiero di essere uno dei caffè più antichi di Parigi, ha conservato nel servizio il suo carattere originale. I camerieri in abito nero e bianco, come vuole la tradizione, vi serviranno vini, champagne, e alcol pregiati, versandoli al vostro tavolo dopo avervi presentato elegantemente la bottiglia. Vi si può anche gustare una deliziosa cioccolata preparata come una volta sciogliendo nel latte tavolette di cioccolato fondente.

Nel 1973, è sotto le tende verdi dei Deux Magots che si incontrano Veronica e Alexandre, i protagonisti di La maman et la putain, ultimo emblematico film della Nouvelle Vague diretto da Jean Eustache. Sempre nel ’73, nel film Les Aventures de Rabbi Jacob di Gérard Oury, con un brillante Louis De Funes, è proprio davanti ai Deux Magots che il personaggio di Slimane viene rapito dalla polizia segreta del suo paese, proprio come qualche anno prima, davanti alla brasserie Lipp, era successo a Mehdi Ben Barka, oppositore in esilio al regime del suo paese.
Insomma, un locale ricco di storia e di cultura. Se vi capita di trovarvi davanti alla chiesa di Saint-Germain-des-Pres, sedetevi a un tavolino dei Deux Magots e fatevi un caffè e un millefoglie. Non ve ne pentirete, anche se il vostro borsellino si metterà le mani nei capelli.