Le armi de les italiens: la MSP silenced

Quando vi serve il peto di coniglio

Nel 1972, guidati dall’irrefrenabile desiderio di stirare i propri nemici senza fare baccano, sia il KGB, sia l’esercito sovietico, decisero di utilizzare una dotazione di armi silenziate, il Silenced Weapon Complex, che includeva le munizioni SP-3, in calibro 7,62 mm. e la pistola a due canne sovrapposte (tipo Derringer) MSP.
La MSP integrava e in parte sostituiva la più ingombrante S4M, di design simile ma grossa come un cannone anticarro, e che sparava pallottole dello stesso calibro, più massicce e pesanti.
MSP sta per Malogabaritnyj Spetsialnyj Pistolet (pistola speciale di piccolo calibro). È una delle rarissime pistole veramente silenziose. Quando si tira il grilletto, il solo suono udibile è il click del percussore che picchia sulla cartuccia. Silenzio totale, signori miei, a momenti potete sparare a uno sul tram e nessuno sente niente. Il peto di coniglio.
Intanto che vi riprendete dallo sbalordimento vi propino un breve brano dall’incipit di Lezioni di tenebra, la terza inchiesta di Jean-Pierre Mordenti.

La lampada a piantana accanto al divano era accesa. Qualcosa si è mosso nell’ombra.
Mi sono avvicinato di un passo e una figura è apparsa nel cono di luce. Un metro e settantacinque, impermeabile di vinile nero stretto in vita da una cintura. I capelli erano rossi, tagliati a caschetto. Il resto del viso era nascosto da un foulard di seta nera annodato dietro la nuca.
Una strana pistola ha brillato alla luce della piantana. Era piatta e larga, un’arma che non avevo mai visto. Un fiotto di adrenalina mi ha attraversato le viscere e questo mi ha permesso di fare altri due passi verso di lei.
Si è mossa in silenzio. Non mi è piaciuto come teneva la pistola, aveva l’aria di quella che non sta affatto improvvisando. Un insetto dalle zampe gelate si è messo a passeggiare su e giù per la mia schiena. La stanza si è fermata e per qualche istante tutto è diventato nitido e immobile.
«Voltati» ha detto asciutta.
Con una velocità che ha sorpreso anche me le ho afferrato il polso armato allontanando la pistola dal mio petto finemente cesellato. È partito un colpo che ha fatto molto meno rumore di un peto di zanzara. Con la mano libera le ho afferrato una spalla; l’intenzione era quella di sgambettarla e spingerla per terra, ma qualcosa non ha funzionato perché tutta la stanza si è messa a girare vorticosamente e mi sono ritrovato lungo e tirato sul pavimento. L’intera Encyclopédie di Diderot e D’Alembert mi è caduta sulla testa mentre la mia schiena andava in mille pezzi.
Adesso lei era china su di me e la canna della pistola stava a pochi centimetri dal mio naso. I suoi occhi erano troppo azzurri.
Mi ha posato un piede sul petto per tenermi fermo. Sandali a tacco basso e smalto rosso scuro sulle unghie. Ha sollevato la parte anteriore della pistola e ne ha estratto due bossoli tenuti assieme da una piastrina metallica. Li ha lasciati cadere nella borsetta che aveva a tracolla, poi ne ha tirati fuori altri due con i quali ha ricaricato l’arma. Ha fatto scattare il cane con una specie di leva che sporgeva dal calcio, poi si è nuovamente chinata su di me. Portava dei sottili guanti di lattice, così trasparenti che sul momento non li avevo notati.
La nausea si è di nuovo fatta sentire, m’è salita in gola come un’onda di marea. Ho anche pensato che stesse per spararmi in faccia, invece non l’ha fatto. Ha frugato in una tasca dell’impermeabile e ha tirato fuori una corda marroncina.
«Sei mai stato legato da una donna?» ha chiesto.
Il tono era sarcastico, vagamente ovattato dalla seta del foulard, probabilmente stava mascherando la sua vera voce.
Mi ha afferrato per una spalla e mi ha voltato a pancia sotto. A legarmi mani e piedi non ci ha messo più di un paio di minuti. Io potevo vedere solamente il pavimento che girava attorno a me mentre le corde mi si stringevano attorno a polsi e caviglie. Poi mi ha fatto piegare le gambe e mi ha incaprettato.

Lezioni di Tenebra (2011), edito da Instar Libri nella collana FuoriClasse.

Eppure questa piccola, micidiale pistola non è dotata di un silenziatore. Roba da matti, direte voi, fantascienza purissima. Nossignore, il semplice genio di qualche maniaco omicida che, mentre voi perdevate tempo guardando Rintintin in televisione, si scervellava su come sparare a qualcuno senza farsi sentire e senza girare con una pistola silenziata lunga un metro.
Il segreto, mesdames et messieurs, sta nella cartuccia. Al momento di tirare il grilletto, il percussore colpisce il fulminante che da fuoco alle polveri e fin qui non c’è nulla di sensazionale, funzionano tutte così le pallottole. Ma nel momento in cui avviene lo scoppio all’interno del bossolo, a spingere la pallottola fuori dalla canna non sono i gas dello sparo ma un pistone che nel contempo sigilla il bossolo impedendo ai gas di fuoriuscire. Siccome a fare baccano, quando si spara, sono proprio i gas compressi che escono dalla canna, la MSP, non avendone, è totalmente silenziosa.
La MSP è una pistola di dimensioni contenute e di forma compatta e schiacciata, perfetta per essere nascosta su di sé e usata sorprendendo l’avversario che non avrà nemmeno il tempo di mandarvi a quel paese. Come abbiamo detto, ha due canne sovrapposte, niente tamburo o caricatore, è un’arma a due colpi. Le cartucce sono montate due a due, tenute insieme da una clip in acciaio e vengono inserite assieme nella pistola. Non c’è estrattore o espulsore e sia i bossoli sparati, sia le eventuali pallottole inutilizzate vengono levati dall’arma per mezzo della famosa clip. Questo serve ad assicurare che nessun bossolo venga lasciato sulla scena del crimine, evitando tutte quelle conseguenze che ben conoscono coloro che sbavano davanti alle prodezze di Grissom e compagni.
Il grilletto è ad azione singola, con due cani interni separati, che vengono armati con una leva che sporge in avanti dal ponticello del grilletto e che deve essere tirata con le dita verso il basso. Una volta che l’arma è stata caricata e chiusa, la leva dev’essere azionata per armare il cane.
Una sicura può essere inserita quando l’arma è carica e con il cane armato. In questo modo eviterete di spararvi in un piede. Siccome non fa rumore non ve ne accorgereste e potreste morire dissanguati.
Le semplici tacche di mira sono fissate alla pistola e sono intese per un uso a bruciapelo. Infatti, a causa del sistema a cartuccia silenziata, il proiettile esce dalla canna a una velocità di soli 200 metri al secondo, cosa che, se corre proprio in fretta, permette alla vittima di farla franca. Non è vero, ma se dovete sparare a vostra suocera con questo arnese, il consiglio è: fatelo da vicino.

Riepilogando;
Tipo: azione singola
Calibro: 7.62×38 SP-3
Peso (scarica): 530 gr.
Lunghezza: 115 mm.
Lunghezza canna: 66 mm.
Carico: 2 pallottole in canne separate

 

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