Farneticazioni del terzo traguardo

In viaggio con Mordenti

Fra poco meno di una settimana sarà in libreria il mio terzo romanzo, Lezioni di tenebra. Mi sembra che il numero 3 sia un traguardo al quale una persona che scrive si debba fermare per qualche momento, sedendosi a valutare il percorso che ha fatto. Quando nel 2008 Gaspare Bona, editore di Instar Libri, mi ha telefonato per dirmi che avrebbe pubblicato il mio primo lavoro, Les italiens, ho avuto la fortuna di essere seduto alla mia scrivania, altrimenti sarei finito lungo e tirato per terra. Era forse la telefonata che ho desiderato di più in vita mia.
Poi ho visto il mio libro stampato e questa, ve lo garantisco, è un’altra fortissima emozione. Per finire l’ho visto esposto in libreria. Mi sono fermato davanti a quella pila di libri rossi guardandoli quasi con amore. La gente che mi stava attorno non lo sapeva che quel libretto sperduto tra altri milioni l’avevo scritto io, ma questo non ne ha diminuito il piacere ipnotico né, tanto meno, il godimento intrinseco. Perché i libri sono oggetti affascinanti, ma il «tuo» libro è l’oggetto più bello del mondo.
Da allora sono passati poco più di due anni, è uscito il secondo, Troppo piombo, e adesso uscirà il terzo. Mi batte il cuore a pensare dove sono arrivati i miei personaggi, il commissario Mordenti, Alain Servandoni, Michel Coccioni, Leila Santoni e Didier Cofferati. In questo percorso che abbiamo fatto insieme, le nostre vite sono cambiate  mentre passavamo il tempo a risolvere casi impossibili, sparando un mucchio di cazzate. Non abbiamo inventato l’acqua calda, i miei flic e io, ma ci siamo divertiti immensamente.
Se c’è una cosa che continua a sbalordirmi di questo mestiere, del quale devo ancora imparare tutto, è la capacità dei tuoi personaggi di prendere vita, di appassionare, incuriosire, trascinare e far ridere i lettori, come se fossero persone reali. Ricordo il giorno in cui ho aperto il computer e ho scritto la prima frase di Les italiens, era una mattina del primo gennaio di qualche anno fa e mi trovavo in treno. Stavo tornando da Parigi e avevo la testa piena di immagini, di volti e di idee. Ogni tanto la vado a rileggere ed è ancora lì, esattamente come l’ho scritta quella mattina. Molte altre cose sono cambiate, ma quella frase no. Quello è il mio punto di partenza.
Durante la giornata i miei personaggi sono sempre presenti, mi ritrovo spesso a pensare a loro, alle cose che hanno fatto e a quelle che faranno. Quando scrivo, tre loro e me c’è uno scambio continuo, capita che la strada che prende la narrazione non sia voluta, ma provocata da qualcosa che ha detto o fatto uno di loro. Spesso l’azione si sviluppa da sola e mi diverto a pensare come reagiranno i lettori a una determinata frase o di fronte a un certo avvenimento. Si crea una grossa complicità fra un autore e i suoi personaggi e il lavoro sul loro carattere non finisce mai. A volte rido da solo rileggendo ciò che ho scritto e Mariolina, mia moglie, mi chiede se sono cretino.
Mi piace la direzione che ha preso Mordenti in questo terzo romanzo, e mi piace il cambiamento che c’è stato nel suo carattere nel corso del nostro sodalizio. Colpito in prima persona, in Lezioni di Tenebra permette alla sua parte scura di prendere il sopravvento. Questo ne fa un personaggio problematico, teso, che sa accettare i propri fallimenti ma cerca di reagire con ironia e umorismo. Il suo percorso lo ha portato verso una figura più umana, più sola e fragile, capace di guardare al proprio interno traendone una personalità estremamente sfaccettata. Fin dall’inizio non volevo un super eroe, ma piuttosto un uomo sensibile, colpito violentemente dalla brutalità del suo lavoro, che ne soffrisse, nonostante l’aria scanzonata con cui ci sguazza, e che a tratti ne fosse oppresso. Un personaggio che non potesse esimersi, a volte, dall’essere spiacevole e antipatico. Proprio come succede a me.
In Lezioni di tenebra tutto questo è ancora più accentuato. Mi piaceva pensare che la solitudine siderale del mio amico Mordenti fosse la caratteristica pregnante del romanzo. Spero di esserci riuscito.
Tre, dunque, un bel traguardo per un principiante attempato al quale piace raccontare un mucchio di storie. Ho parecchie idee e mica tanto tempo a disposizione, ma sono curioso di vedere fin dove riuscirò ad arrivare. Non sta a me dire se le cose che scrivo siano valide o divertenti o ben fatte, ma una cosa la posso dire con sicurezza, les italiens e io ci troviamo bene insieme.
Tempo fa, alla presentazione di un suo libro, Gianrico Carofiglio ha detto che uno scrittore può cominciare a ritenersi tale il giorno che da qualche parte, in treno, in aereo, in pulmann o in qualsiasi altro posto, troverà seduta davanti a sé una persona che sta leggendo un suo libro. A me ancora non è successo, ma un poco scrittore mi ci sento lo stesso.

Lezioni di tenebra, la terza inchiesta del commissario Mordenti.
Edito da Instar Libri nella collana FuoriClasse. 355 pagine €16.
Il 10 febbraio 2011 in libreria

12 pensieri su “Farneticazioni del terzo traguardo

    • Fulvio, sei molto gentile ma ho paura che la faccenda debba accadere in maniera del tutto casuale :)
      Magari un giorno succederà. Carofiglio diceva che tutte le volte che si trovava davanti uno che leggeva un Sellerio, era sempre un romanzo di Camilleri.

      • E’ andata a finire che il 26 Febbraio sono arrivato in stazione Centrale a Milano in anticipo e scopro che hanno aperto una Feltrinelli all’interno.
        Così ho comprato il tuo libro prorpio prima del viaggio in treno di cui scherzosamente scrivevo sopra.
        L’ho infilato nello zainetto e ho passato la mia giornata romana a seguire le gesta di trenta energumeni su un campo da rugby, lo zainetto poggiato in terra tra i piedi.
        Alla fine del primo tempo il mio vicino di posto mi fa notare che c’è del liquido per terra.
        Sollevo lo zaino e scopro che ha il fondo inzuppato.
        Per farla breve, la copertina – proprio quella copertina di cui avevo seguito e commentato la genesi su questo stesso blog – irrimediabilmente rovinata.
        Avevo fatto appena in tempo a leggere la quarta sul treno all’andata! :-(
        Il resto del libro quantomeno è salvo anche se, considerata la natura del liquido che l’ha bagnato, dovrò indossare guanti di lattice per leggerlo!!

      • Dimenticavo.
        Lezioni di Tenebra non l’ho ancora iniziato solo perché devo finire ‘sto mattonazzo di Mordecai Richler che mi hanno regalato.

      • Ciao Fulvio, mi spiace per il disastro ecologico sulla copertina :)) Cosa diavolo avevi in quello zaino?
        Spero che anche inzuppato, Lezioni di tenebra ti faccia passare qualche oretta di divertimento.
        Immagino che il Mordecai Richler sia La versione di Barney. Beh, è un mattonazzo ma non è niente male.

  1. Come ti ho già scritto altrove, non vedo l’ora di finire di rileggere “Les italiens” e “Troppo piombo”, per divorare “Lezioni di tenebra”!

  2. Presente! Acquistato sabato 12, non ancora aperto.
    Per riguardo, per non rovinarmelo con la fretta. Mi raccomando, ti aspetto fra un anno (o anche meno, se riesci) per il quarto.

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