I posti de les italiens: Musée Plans-Reliefs

Un mondo in miniatura

Ci sono capitato per caso, un giorno che con un piccolo amico stavamo visitando il Musée de l’Armée agli Invalides, il prestigioso monumento sotto la cupola del quale è possibile visitare la tomba di Napoleone. Gironzolando senza meta, quel pomeriggio ci siamo ritrovati in un grande stanzone scuro, del quale ignoravo l’esistenza. Nella penombra, illuminati da faretti poco generosi di luce, grandi teche di vetro rivelavano uno spetttacolo che ci ha lasciati a bocca aperta. Grandi plastici in rilievo di porti, cittadelle e paesi, realiìzzati con una maestria da lasciare senza fiato. Ho poi scoperto di trovarmi nel Musée des Plans-Reliefs, un mondo sospeso nel tempo che consiglio di visitare a tutti coloro che passeranno per Parigi.
Mi ha talmente colpito che in Troppo piombo l’ho addirittura fatto citare dal commissario Mordenti, mentre sorvola la città in elicottero.

Abbiamo rapidamente preso quota mentre il velivolo raggiungeva la sua velocità di crociera. Ho guardato indietro. A circa cinquecento metri, bassi sulla nostra coda, gli altri due elicotteri avevano preso la nostra stessa direzione. La distanza tra noi era in costante aumento, tanto ci avrebbero seguiti attraverso il segnale Gps che c’era a bordo.
«Ci vorranno una quarantina di minuti» ha detto il pilota.
«Non uno di più» ho detto io. «Non possiamo permetterci alcun ritardo, amico, quindi veda di schiacciare il chiodo.»
«Stia tranquillo, è probabile che ci metteremo di meno.»
«Ha qualche idea su dove siamo diretti?»
«Stiamo volando in direzione Noyon, Pont-l’Evêque» ha detto voltando il capo verso di me. «Un po’ più a sud. Il nostro
waypoint si direbbe in piena campagna.»
Ho evitato di chiedere cosa diavolo fosse un
waypoint, se lo sapeva lui era ok per me. Evidentemente quel tipo aveva optato per un pic-nic tra amici. Il posto ideale perché nessuno venisse a romperci i coglioni e con visibilità sufficiente per poter scorgere da lontano eventuali presenze indesiderate.
Parigi scorreva sotto la pancia dell’elicottero. In quella luce grigia sembrava di sorvolare un enorme plastico della città. La Tour Eiffel in lontananza, il Sacré-Coeur sulla sua collina, le isole sulla Senna. Sembrava di guardare uno di quei vecchi diorami che ci sono in soffitta al
Musée de l’Armée.
Il tempo scorreva attorno a noi alla velocità del paesaggio. Un cielo plumbeo copriva il mondo fino all’orizzonte. Stando lassù le nuvole in movimento sembravano vicinissime.
Abbiamo sorvolato la griglia regolare del cimitero di Pantin-Bobigny, poi l’elicottero ha virato appena lasciandosi sulla sinistra l’aeroporto Charles de Gaulle dove aerei di ogni tipo e stazza atterravano e decollavano in continuazione.
Poi solo la campagna coperta di neve. Alberi e terreni coltivati a perdita d’occhio formavano uno strano pattern in bianco e nero, interrotto dalle strade e da piccoli paesi lontani.

Il museo risale al 1668 quando François-Michel le Tellier, marchese di Louvois e ministro della guerra sotto Luigi XIV, cominciò a collezionare, per propositi militari, modelli tridimensionali di città fortificate, conosciuti come plans-reliefs.
Questi modelli riportavano con particolare attenzione tanto le caratteristiche topografiche del territorio, come colline e porti, quanto le fortificazioni e le difese delle città.
Nel 1700 Luigi XIV decise di installare questa collezione nei locali del Louvre. Inizialmente, i modelli venivano costruiti sul campo da ingegneri militari, ma nel 1743 due laboratori per la loro realizzazione vennero costruiti a Béthune e Lille. Durante la guerra di successione austriaca (1741-1748) vennero realizzati parecchi di questi modelli che rappresentavano i luoghi catturati al nemico.
La collezione dei plans-reliefs venne aggiornata fino al 1754, poi cominciò a cadere in disuso. Gli ultimi modelli realizzati sotto l’Ancien Régime furono quelli della città di Saint-Omer (1758) e del forte di Saint-Philippe alle Baleari (1759).

Nel 1774, quando la galleria del Louvre che la ospitava venne destinata alla pittura, la collezione rischiò di essere distrutta, ma alla fine si decise di spostarla all’Hôtel des Invalides dove è rimasta fino a oggi. Sotto Napoleone, per celebrare le nuove conquiste, venne realizzata una nuova serie di modelli che includeva le città di Lussemburgo (1802, La Spezia (1811, Brest (1811) e Cherbourg (1811-1813). In seguito la produzione di questi modelli continuò fin circa al 1870 quando cessò con la scomparsa dei bastioni fortificati.
La collezione fu dichiarata monumento storico nel 1927 e nel 1943 venne istituito il museo.

Tra il 1668 e il 1870 vennero realizzati circa 260 plans-relief che riproducevano 150 fortificazioni. Un centinaio di modelli sono oggi conservati al museo. Di questi, 15 sono tenuti in esposizione permanente al Musée des Beaux-Arts di Lille.
Attualmente il museo espone 28 plans-relief di fortificazioni lungo la Manica, l’oceano Atlantico, le coste del Mediterraneo e i Pirenei. La parte didattica dell’esposizione spiega anche le tecniche di costruzione e l’utilizzo strategico che veniva fatto dei plans-reliefs.
Il Musée des Plans-Relief non è molto conosciuto, ma la sua penombra offre una straordinaria gamma di meravigiose curiosità. La perfezione e la ricchezza di particolari di alcuni modelli, Mont Saint-Michel per esempio, vi lasceranno di stucco.

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