Le armi de les italiens: il Giat Famas

Bullpup, una vipera a ripetizione

Famas è l’acronimo di Fusil d’Assaut de la Manufacture d’Armes de St-Étienne (fucile d’assalto manifattura Armi di Saint-Étienne). Venne progettato alla fine degli anni sessanta. Adottato in via sperimentale dall’esercito francese negli anni settanta, entrò definitivamente in servizio nel 1983.
Dai soldati è familiarmente soprannominato le clairon, la trombetta, ma trovarcisi davanti mentre sputa le sue nespole non dev’essere molto divertente.
Il Famas è un fucile cosiddetto bullpup. In questo tipo di arma,  camera di scoppio, otturatore e caricatore sono alloggiati nel calcio. Questa struttura ha il grande vantaggio di rendere l’arma più corta e leggera, rispetto ad altre della stessa classe (l’M16, per esempio), quindi più facilmente brandeggiabile e trasportabile.

Qualcuno ha bussato alla porta, tre colpi violenti
«Polizia!» ha berciato una voce.
Ci siamo guardati. Lui è impallidito. Ho posato il bicchiere sul tavolo.
«Non ti muovere» ho bisbigliato, «vado io.»
Mi sono diretto verso l’ingresso. Hanno bussato di nuovo. «È la polizia» ha latrato qualcuno dall’altra parte. «Aprite questa porta.»
Era una voce che mi diceva qualcosa, ma con l’uscio di mezzo non riuscivo ad appiccicarla a una faccia. Ho aperto e mi sono trovato davanti il viso malaticcio del tirapiedi di Saint-Claude.
«Che diavolo ci fai qui, Delattre» ho sogghignato, «ti hanno trasferito al notturno?»
«Cerchiamo la signorina Chamberat» ha detto Canemorto, «dobbiamo parlarle.» Anche a un metro il suo fiato dava il voltastomaco.
Ho guardato il tipo che gli stava alle spalle. Servizi in borghese, robaccia. Indossava una camicia nera, giacca e pantaloni grigio scuro e niente cravatta. Un Giat Famas F1 a ripetizione gli pendeva dalla spalla appeso a una tracolla.
«Questo è Mayer» ha detto Delattre.
Sono entrati in casa. Moët si era alzato in piedi. L’ho raggiunto vicino al divano. Delattre si è fermato davanti alla libreria, quell’altro, invece, ha fatto due passi verso di noi.
Mi ha puntato il mitra addosso. «Dammi il tuo ferro» ha detto, «siete in arresto.»
«Ehi, che cazzo ti salta in mente?» ha detto Delattre facendo un passo verso di lui.
«Chiudi il becco» gli ha risposto il tipo. «D’ora in avanti la cosa la gestiamo noi, ordini superiori.» Non ha spostato di un millimetro il Famas dal mio ombelico.
«E di che cosa saremmo accusati» ho detto io, «nottambulismo?»
Mi ha fissato con quei due pezzi di ghiaccio che aveva piantati ai lati del naso. «Furto con scasso, danneggiamenti e appropriazione indebita» ha sbuffato. «Per adesso.»
«E che cosa avremmo rubato?» ho chiesto iroso.
Un terzo tipo è entrato dall’ingresso. Aveva in mano una borsa impermeabile, molle, piuttosto voluminosa.
«Questo» ha detto gettandola sul pavimento.
Ha fatto un rumore di ferraglia, come tante lattine vuote che picchiano l’una contro l’altra. All’improvviso avevo la gola secca. Marcava male, questo era lampante. Quei due erano assassini nati, si vedeva lontano un miglio, e avevano il coltello dalla parte del manico.
«Perché non sono stato avvertito?» ha detto Delattre.
Nessuno gli ha risposto. Il tizio in giacca grigia che mi teneva sotto tiro ha mosso impercettibilmente la canna dello schioppo.
«Tira fuori la pistola» mi ha detto, «con la mano sinistra e il calcio in avanti.»
C’era poco da scegliere, ho fatto come mi diceva.
(Les italiens, Instar Libri 2009)

La specifica emessa dall’esercito francese era per un’arma leggera e potente che facesse funzioni di fucile, fucile d’assalto e pistola mitragliatrice, in modo da sostituire con un’unica arma i fucili MAS-49, le mitragliette MAT 49 ed i fucili mitragliatori FM-24/29, tutte armi piuttosto antiquate. Inoltre l’introduzione di un nuovo fucile permise all’esercito francese di adottare il munizionamento NATO calibro 5,56.
A tutt’oggi sono state prodotte sostanzialmente 2 versioni, l’F1, il primo, entrato in servizio in qualche reparto speciale negli anni settanta e Il modello G2, prodotto dalla Giat Industries, disponibile dal 1994. Questa versione si distingue per l’assenza del guardamano del grilletto, sostituito da uno più grande che parte dalla base dell’impugnatura ed arriva fino all’estremità dell’astina, ed una maggiore capienza del caricatore (30 anziché 25 cartucce). La soppressione del guardamano del grilletto è dovuta alla necessità di poter sparare anche con guanti molto spessi.
Il solo svantaggio del Famas è che la versione per destri non può essere usata da un mancino e viceversa. Questo perché l’espulsione dei bossoli avviene all’altezza della guancia di chi spara, quindi un mancino che si trovi ad usare un fucile configurato per destrimano si vedrebbe i bossoli schizzare in piena faccia, oltre al rumore dello sparo giusto vicino all’orecchio. Si registrano incidenti dovuti a questa particolarità, che è in effetti un punto debole dell’arma.
Il rimedio a questo (pesante) inconveniente è dato dalla possibilità d’invertire le posizioni dell’estrattore e della finestra d’espulsione da destra a sinistra e viceversa. Questa ‘modifica’ richiede lo smontaggio dell’otturatore, che diventa ancor più critico se ci si trova in combattimento.

Il flic è scattato sull’attenti, ha fatto un saluto impeccabile e si è precipitato verso i suoi ragazzi. Cinque minuti più tardi stavo attraversando l’androne. Io e tre sbirri armati di Giat Famas abbiamo preso le scale. Altri quattro flic sono saliti dietro di noi. Sui pianerottoli era pieno zeppo di gente in pigiama.
«Avete sentito rumori strani?» ho chiesto a una bambola avvolta in una camicia da notte più inconsistente di un piano quinquennale. Avrei volentieri visitato la sua camera da letto.
«Ci sono stati alcuni colpi» ha detto eccitata, «come lo scappamento di un’auto. È stato circa mezz’ora fa.»
«Rimettete tutti a nanna» ho detto ai flic. «Fate in modo che si chiudano in casa, potrebbe essere pericoloso.»
(Troppo piombo, Instar Libri 2010)

Nella sua configurazione standard può lanciare granate (APAV40 da 40 mm o AC58) o essere equipaggiato con un lanciagranate tipo M203 posto sotto la canna. Le cartucce per questo tipo di tiro sono standard se la granata è munita del dispositivo di ritenzione della pallottola oppure speciali (prive di pallottola). La gittata della granata è di 340 metri max con un’inclinazione della canna di 45°.
Come la maggior parte dei fucili d’assalto moderni ha un selettore di fuoco a tre posizioni: tiro semiautomatico, raffica di tre colpi, tiro automatico.

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