I posti de les italiens: l’Hôtel Drouot

La rue Drouot e l’Hôtel delle aste.

Chi lo ha visitato non lo può dimenticare, quelle sale male in arnese. L’aria polverosa e un po’ precaria, la mancanza totale di manutenzione fanno dell’Hôtel Drouot un posto piuttosto fascinoso.
L’Hôtel des ventes de Drouot è il più antico istituto di vendite all’asta del mondo e il più importante di Parigi.
Con le sue 21 sale distribuite su quattro sedi, le sue 3000 vendite annuali durante le quali vengono scambiati ben 800.000 lotti, l’Hôtel è uno dei crocevia importanti nel mercato dell’arte francese e internazionale. Drouot è un museo magico ed effimero, aperto a tutti.
Il commissario Jean-Pierre Mordenti e la giovane pittrice Moët vi passano davanti recandosi a uno degli appuntamenti più importanti e drammatici del romanzo Les italiens.

Moët è tornata con il biglietto del parchimetro. L’ho messo sul cruscotto e ho chiuso l’auto. Avevamo un paio d’ore per cercare di combinare qualcosa di buono.
«Sei seccato?» mi ha chiesto salendo sul marciapiede. «Per quello che è successo questa notte, dico.»
«No, non sono seccato.» Ho sorriso dietro gli occhiali scuri. «È la prima volta che faccio parte di un harem.»
Ha riso. «Le concubine di Océane, ampia scelta e servizio in camera.»
Mi ha guardato. Anche lei aveva indosso gli occhiali da sole. «Ti è piaciuto stare con lei?» ha chiesto.
«Sì, c’era qualcosa che abbiamo lasciato in sospeso l’altra mattina, Océane e io. Tipo delle esplorazioni.»
«Esplorazioni? Definizione interessante.» Mi ha fatto l’occhiolino divertita.
Abbiamo percorso un paio di isolati, poi abbiamo voltato nella rue Drouot. Siamo passati davanti all’Hôtel delle Aste dove la solita folla di gente entrava e usciva. L’indirizzo che mi aveva dato Alain era in cima alla strada. Sul campanello c’era il suo nome. Avvocato M.A. Le Goff. In piccolo era anche specificata la qualifica di consulente del Cnaop. Ho suonato il campanello.
«Siamo chiusi» ha detto una voce di donna.
Ho pronunciato la parola magica.
«Polizia? Cosa posso fare per lei?» ha detto la voce.
«Può aprire la porta, avvocato.»
C’è stato un attimo di silenzio, poi la serratura del portoncino è scattata. «Quinto piano» ha balbettato la voce.

Situata al 9 di rue Drouot a Parigi, nono arondissement, Drouot-Richelieu è la sede più antice e la più importante. Le aste vi hanno luogo quotidianamente, dal lunedì al sabato, dalle 14 lle 18, una frenesia senza un attimo di sosta.
Al primo piano vi sono sette sale di vendita alcune delle quali possono essere unite per eventi di grande importanza. La sala n. 3 è la più piccola, generalmente destinata alle aste di gioielli. Gli uffici dell’amministrazione, delle vendite e dei servizi stampa sono al secondo piano. Al piano terra, nell’ingresso dell’Hôtel, hanno sede il servizio trasporti, un ufficio bancario e altre due sale vendite che avendo un accesso diretto alla rue Rossini possono essere aperte al pubblico indipendentemente dal resto dell’Hôtel. Altre sei sale di vendita si trovano nel sottosuolo.
Il viavai è impressionante, centinaia di persone entrano e escono dall’Hôtel Drouot tutti i giorni, antiquari, commercianti e gente comune. Nelle sale sono esposti i lotti che saranno venduti all’asta. Mi è capitato di vedere le meravigliose foto originali di Dora Maar che documentano Pablo Picasso mentre realizza il quadro Guernica, ho camminato in mezzo agli arredi di case antiche messi in vendita per questioni ereditarie, ho fantasticato di possedere quadri famosi.
È un posto dove si può sognare, l’Hôtel Drouot.

Lo sviluppo della stampa scritta risale al XIX secolo. È da allora, infatti, che si pubblica la Gazette de l’Hôtel Drouot, settimanale che elenca e descrive le vendite all’asta in Francia e che oggi si trova anche su internet. Anche il Moniteur des Ventes è nato alla stessa epoca. Tutto il quartiere brulica di case d’asta attorno alle quali fioriscono traffici grandi e piccoli. Ovunque si possono trovare antiquari, commercianti e negozi di antichità o di cianfrusaglie.

Negli anni la fama dell’Hôtel Drouot si è consolidata facendo di questo luogo incredibile una vera istituzione. Il film Come rubare un milione di dollari e vivere felici comincia in una della sale d’asta dell’Hôtel Drouot dove veniva venduto un falso Cézanne.
Il 14 dicembre 2009 ha avuto luogo nelle sale dell’Hôtel la vendita di un troncone della scala a chiocciola della Tour Eiffel. Il troncone, di 18 metri di lunghezza, è stato aggiudicato per 180.000 euro.
Con una somma totale di 3.350.000 euro e più di 20.000 visitatori durante le esposizioni e le nove sessioni, l’asta del mobilio dell’hôtel Royal Monceau, tenuta dal 19 al 22 giugno del 2008 ha battuto tutti i record nel settore.

Se andate a Parigi fate un salto all’Hôtel Drouot, ne vale veramente la pena.

6 pensieri su “I posti de les italiens: l’Hôtel Drouot

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  2. Ciao Enrico,
    scusa il flashback.

    Finalmente faccio un salto a Parigi.
    Choucroute a parte, c’è qualcosa che mi consigli alla Brasserie Chartier (magari fra gli antipasti)? Grazie.

    Pensavo, magari, di vederti allo Spazio Wow alla presentazione del primo volume delle ristampe del Professionista del comune amico Stephen Gunn. Oh, beh, a la prochaine.

    Quanto al blog, beh dipende.
    A me sembra che sul mio le etichette non servano molto e certe volte post dimenticati diventano molto popolari dopo mesi.
    Comunque se qualcuno dei tuoi lettori che è già passato “da me” ci ripassa troverà un bel po’ di nuovi post, perchè se sono ispirato riesco anche a scriverne tre in una settimana.
    Comunque il tuo blog, Enrico, è molto più professionale, se lo gestisci da solo complimenti!

    Un caro saluto

    Stefano

  3. Ah io non demordo.

    Chartrier è molto meglio di come lo hai dipinto tu. Unico problema: aspettarsi code chilometriche e dei bei gomito a gomito.
    Comunque è stato divertente chiacchierare di musica, e di punk nello specifico, con una coppia di canadesi di Toronto: lui un anno meno di me, lei coetanea della mia fidanzata (sì certo, qualcuno direbbe che sembravamo gli zii delle due gentili dame …)

    Avercene in Italia, dove la sedicente “brasserie belga” di Milano serve bruschette e trasmette le partite di calcio!

    A la prochaine

    Stefano

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