Teaser n. 7 del nuovo romanzo

Troppo piombo. Una seconda versione per la copertina.

Qualche mese fa, si stava seriamente avvicinando la pubblicazione del secondo romanzo de les italiens, Troppo piombo, e ancora non c’era un’idea precisa di quale avrebbe potuto essere la copertina. Siccome quella di Les italiens era piaciuta molto, la mia intenzione era di continuare a utilizzare un’immagine forte e molto grafica e che comunque avesse un riferimento diretto alla trama del romanzo.
Mi dovevo quindi allontanare parecchio dall’idea do copertina che avevo realizzato mentre scrivevo Troppo piombo, una fotografia che raccoglieva, sopra un tavolo , tutti gli elementi della storia senza dire troppo (http://lesitaliens.wordpress.com/2009/12/02/teaser-n-3-del-prossimo-romanzo ). In quel momento nessun editore aveva ancora accettato di pubblicare il mio primo romanzo, quindi la realizzazione di una copertina fotografica era una specie di gioco che avveniva nella mia testa, in pratica, il grafico che dà una mano allo scrittore.
Quando mi sono messo a pensare ala vera copertina, invece, esisteva già una collana e Les italiens era ormai uscito da parecchi mesi. Così la linea grafica da seguire era certa, ciò che bisognava inventare era l’immagine. Eccola qui.

Sulla copertina di Les italiens c’era la tipica sagoma da tiro a segno della polizia, un’immagine che richiamava immediatamente il genere poliziesco e il ruolo da bersagli in fuga dei due protagonisti. Era un’immagine sobria e forte allo stesso tempo e il fondo rosso cupo portava alla memoria il sangue e la violenza, facendosi nel contempo notare sullo scaffale di una libreria. Quindi, per Troppo piombo ci voleva un’immagine altrettanto forte.
La storia si svolge dentro e fuori da un giornale, brutali omicidi nei quali alcune giornaliste vengono pestate a sangue e uccise da un assassino molto incazzato. Investigazioni e notizie, pistole e carta stampata. Così mi è venuta fuori l’idea della rivoltella con la canna che diventa una stilografica. Il fondo verde marcio mi sembrava si intonasse bene con il bianco e nero secco dell’immagine e ho messo insieme la copertina.
L’abbiamo valutata per un po’ di tempo, cambiato il colore di fondo un paio di volte, pensando che sì, era bellina, molto pulita e sicuramente parlava degli elementi del romanzo. Ma…
Alla fine abbiamo deciso che il revolver penna era un po’ freddo e che avrebbe potuto sviare l’eventuale lettore dando l’impressione di un saggio che so, sui poteri forti che impongono le scelte al giornalismo. Ragionando con la redazione dell’editore, abbiamo pensato che  ci voleva una figura umana, magari coinvolta in un momento molto drammatico, dall’esito incerto, che invogliasse l’eventuale lettore a prendere il libro dallo scaffale per portarselo via e vedere come andava a finire.
Così mi sono rimesso al lavoro e ho prodotto la copertina definitiva di cui parlerò fra qualche giorno.

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