La Colt M1911A1 calibro .45

La miglior pistola militare in senso assoluto mai fabbricata

La Colt M1911 calibro .45 è una pistola semi automatica, ad azione singola, a sette colpi contenuti in un caricatore estraibile dal calcio. È possibile portarla con un ottavo colpo in canna, il cane sollevato in posizione di sparo e la sicura inserita (Cocked and locked). Semi automatica significa che non è possibile sparare a raffica, ad ogni colpo il carrello, rinculando, espelle il bossolo vuoto, ricarica il meccanismo di sparo e, ritornando al proprio posto mette una nuova pallottola in canna. Questo avviene ogni volta che si preme il grilletto.
Progettata da John Browning, è stata la pistola d’ordinanza dell’Esercito degli Stati Uniti dal 1911 al 1985. Venne largamente usata nella prima e nella seconda guerra mondiale, in Corea e in Vietnam.
Il progetto di Browning è così tecnicamente perfetto che ancora oggi le pistole denominate Modello 1911A1 vengono costruite nella stessa identica maniera. Sono naturalmente cambiati i materiali, ma il meccanismo è sostanzialmente lo stesso.
Nonostante il grosso calibro il rinculo non è eccessivo e la precisione piuttosto sorprendente. Anche a trenta metri di distanza è difficile non centrare un cerchio di venticinque centimetri di diametro. È una pistola indubbiamente pesante, ma decisamente più sottile rispetto alle semi automatiche che vengono prodotte oggi.
L’arma venne ufficialmente adottata dall’esercito nel 1911, con la designazione di M1911. Le denominazioni muteranno poi nel 1940 prendendo la designazione formale di Automatic Pistol, Caliber .45, M1911 per il modello originale del 1911 e di Automatic Pistol, Caliber .45, M1911A1 per la M1911A1, adottata nel 1924. Inizialmente la produzione di quest’arma fu affidata esclusivamente alla Colt, ma prima del 1914 anche l’arsenale di Springfield fu attrezzato a questo scopo.
L’esperienza maturata sul campo durante il conflitto portò, nel 1924, a piccole modifiche esteriori e il nuovo modello venne denominato M1911A1. Si distingueva per un grilletto più corto, due sgusci sul castello che agevolano l’azione dell’indice sul grilletto stesso, la sede della molla del cane – che costituisce la parte inferiore del dorso dell’impugnatura – più arcuata, lo sperone posteriore dell’impugnatura, facente parte della sicura automatica dorsale, più lungo, il mirino anteriore più largo e la zigrinatura delle guancette senza i rombi a rilievo tipici della prima versione.
Coloro che non hanno famigliarità con il progetto non notano quasi le differenze. Non venne effettuato alcun cambiamento interno e le parti rimangono intercambiabili tra le due versioni.
Con la seconda guerra mondiale la richiesta legata all’arma crebbe notevolmente tanto che, sul finire del 1945, ne erano stati prodotti 1,8 milioni di esemplari, in diversi stabilimenti (Springfield, Ithaca, Singer, Remington). Dopo il 1945, l’arma rimase in dotazione come pistola d’ordinanza ed attraversò la guerra di Corea e quella in Vietnam, fino ad essere utilizzata, solo da alcuni reparti, anche nell’operazione Tempesta nel deserto del 1991. Nel 1985, una commissione dell’aviazione statunitense ha decretato l’adozione di un nuovo modello Beretta, la 92FS calibro 9 mm parabellum.
Il modello in fotografia, una M91911A1 USGI (United State Government Issue), secondo i marchi incisi sul metallo, è stato consegnato dalla Colt all’armeria di Springfield nel 1943. Fa parte di una fornitura di armi (lend lease) all’Unione Sovietica all’alba dell’invasione della Germania. Quasi certamente un’ufficiale russo se l’è venduta dopo la guerra. La pistola porta infatti i punzoni che ne certificano l’affidabilità per il mercato tedesco.

Absolutely the best military pistol ever built

The Colt M1911 is a single-action, semi-automatic, single action, recoil-operated handgun chambered for the .45 ACP cartridge. It carries seven rounds in a butt magazine but can be carried with an eighth round in the breech, the hammer cocked and the safe on (cocked and locked). Semi-automatic means that at any shot, the recoil of the slide pull the fired case off the barrel, recock the hammer and getting back in place put another round in the breech. This happens any time the trigger is pulled.
Designed by John Browning, it was the ordenance pistol of the United States Armi from 1911 to 1985. It was widely used in WWI and in WWII, in Corea and Vietnam. Browning’s design is so technically perfect that still today those pistols going under the name of M1911A1 are built in the same way. Materials are obviously changed, but the machanism is almost the same.
Despite the big caliber, the recoil is not too strong and accuracy of fire is surprising. Even at thirty meters it is hard not to center a target of twentyfive centimeters in diameter. It is undoubtedly an heavy weapon, but quite more slim if compared to those semi-auto pistols built today.
The weapon was officially adopted by the army in 1911, with the name M1911. The name will change formal designation as of 1940 to Automatic Pistol, Caliber .45, M1911 for the original Model of 1911 and Automatic Pistol, Caliber .45, M1911A1 for the M1911A1, adopted in 1924.
In the beginning, only the Colt was producing this weapon, but as of 1914 even the Springfield Arsenal was equipped to do this.
Battlefield experience in the First World War led to some more small external changes, completed in 1924. The new version received a modified type classification, M1911A1. Changes to the original design were minor and consisted of a shorter trigger, cutouts in the frame behind the trigger, an arched mainspring housing, a longer grip safety spur (to prevent hammer bite), a wider front sight, a shorter spur on the hammer, and simplified grip checkering by eliminating the “Double Diamond” reliefs. Those unfamiliar with the design are often unable to tell the difference between the two versions at a glance. No significant internal changes were made, and parts remained interchangeable between the two.
With the beginning of WWII, the demand for this weapon increased considerably, so that as of the end of 1945 1.8 milions of pieces had been produced in several factories (Springfield, Ithaca, Singer, Remington). At the end of 1945 the weapon remaind as the army ordenance pistol, going through the wars of Corea and Vietnam, until being even used, only by special detachments, in the operation Desert Storm in 1991. In 1985, a commission of the US Air Force decreed the adoption of the new model Beretta 92FS caliber 9mm Parabellum.
The model in the pictures, a M91911A1 USGI (United State Government Issue), according with the marks, was delivered by Colt to the Springfield Armory in 1943. Then it was part of a group of pistols lend leased to USSR at the eve of the invasion of Germany. It was probably sold by a Russian officer at the end of the war. The pistol has got the marks that certify the affordability on the german market.

9 pensieri su “La Colt M1911A1 calibro .45

  1. pistola che dopo quasi 100 anni dala sua esistennza non è mai stata dotata della doppa azione al cane e bifilare nel caricatore carebbe stata vramente la migliore distintamente Romolo

    • Immagino che la doppia azione in una pistola così potente sarebbe più che altro un pretesto. Sparando con una di queste armi, ci si rende conto di quanto sarebbe difficile colpire un bersaglio tirando un grilletto a doppia azione. Ma non sono così esperto di armi per poter discutere su questo particolare. Tenendo comunque in mano un proiettile .45 ACP ci si rende conto delle dimensioni che dovrebbe avere il calcio della pistola per contenere un caricatore bifilare. Non ho idea se esistano pistole calibro .45 bifilari, adesso vado su internet e faccio una ricerca. Grazie per il commento, mi ha messo in testa delle curiosità.

  2. “Una pistola così potente”!? Stiamo parlando di una 1911 o di un revolver in 500 Magnum S&W????
    Adoro le 1911 in 45 ACP, ottimo calibro da difesa, gran potere d’arresto, ma non esageriamo… è un calibro gestibilissimo, più del 40 S&W.
    Personalmente, non la ritengo affatto la miglior pistola militare mai prodotta: una pistola militare deve necessariamente essere affidabile al 100%, ciò implica digerire qualsiasi tipo di munizione, ma il sistema colt, notoriamente, non va d’accordo con la palla tronco-conica. Non si può rischiare l’inceppamento in uno scontro a fuoco. E’ necessario anche un buon volume di fuoco, ma con solo 7 cartucce nel caricatore… insomma, se gli americani hanno scelto Beretta, il motivo c’è. La 92 FS è ,probabilmente, la semiauto più affidabile che ci sia, 15 colpi fanno comodo, inceppature zero. Con questo non dico che sia migliore, continuo ad adorare le 1911 (vorrei tanto una Para 14.45 Limited, è meravigliosa!), ma credo che la 92 FS, in questo caso, sia solo più utile allo scopo.

    • Ale, a parte la bruttezza della Beretta e il fatto che in film e telefilm non si veda altro, la 1911 è pur sempre una .45. Io non sono un grande esperto di armi, però ho notizia del fatto che i corpi speciali americani non amino così tanto la 92 FS. Molte unità, così mi è stato detto, l’hanno mollata per tornare alle automatiche calibro.45. Anche bazzicando i poligoni, della Beretta se ne sente parlare piuttosto male. Del resto se dal 1911 a oggi il sistema Browning non è cambiato di una virgola ci sarà un motivo. Detto questo, immagino che ciò che scrivi sia corretto, soprattutto il limite dei 7 colpi (più uno in canna), ma nella mia .45 del 1943 ho sparato quasi ogni tipo di munizione. Essendo una pistola di quell’età, va naturalmente usata una certa cautela e con grande cura. Devo dirti che più che le prestazioni, a me in una pistola piacciono la forma e la storia. E la colt militare USGI .45, così lunga e sottile, è per me la più bella pistola che esista. Tra l’altro, non sono io a dire che è la 1911A1 sia “la migliore pistola militare mai fabbricata in senso assoluto”, lo dicono diversi libri sulle armi militari.

  3. Sistema browning e sistema colt sono due cose totalmente differenti, dal punto di vista sia meccanico che progettuale, nonostante il sistema colt sia opera dello stesso John M. Browning.
    Moltissime semiauto adottano il sistema browning (spesso modificato), mentre le 1911 adottano il sistema colt, a volte modificato in colt Petter, nel quale si nota l’assenza della classica “bielletta”. Ho avuto una Government come mia prima arma, purtroppo ho dovuto darla via perchè in un calibro in disuso (9 Steyr, o 9x23mm).
    Come ripeto, adoro le 1911 in generale, ma in campo militare l’estetica non conta, ciò che conta è l’efficacia.
    Mai visto una 92FS o una 98FS incepparsi, se non per munizioni difettose o errore umano (manutenzione ecc…).
    Continuo a non essere d’accordo sulla Colt USGI come miglior pistola militare, ma è e rimane una mia opinione.
    Certo, se lo dicono gli americani, ognuno tira acqua al suo mulino, naturalmente. Magari i tedeschi ti direbbero Walther, gli italiani Beretta e gli svizzeri Sig Sauer (che, guarda un po’, è il classico esempio di sistema browning modificato). Con l’enormità di modelli in circolazione, non credo sia facile stabilire quale sia la miglior pistola per uso militare.
    Secondo me, sulle armi, bisogna essere obiettivi, aldilà dell’estetica: per esempio, non c’è una sola Glock che mi piaccia, le trovo orribili plasticoni, ma ci ho sparato e non posso dire che vadano male, anzi.

  4. Pingback: Le armi de les italiens: la Luger P08 « Enrico Pandiani e Les Italiens

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